giovedì 25 luglio 2013

Sardoriartisti: Paola, Luisa e il design che sa di Casa(visual)


“Non c'è arte bensì progetto, non c'è autoreferenzialità bensì soddisfazione di un bisogno.”


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Casavisual è ciò che mi piace definire ‘il sommario della conversazione creativa’ tra Paola Orione e Luisa Piras, due graphic designer di Cagliari che da circa un anno hanno aperto uno studio di Grafica e Comunicazione nella loro stessa città.

Come descrivereste Casavisual?
Casavisual è uno studio di Grafica e Comunicazione che è nato in barba alla crisi e che ha deciso consapevolmente di fare il proprio mestiere con entusiasmo e positività. Siamo convinte
che non ci si debba far deprimere dalle continue vessazioni mediatiche sulla mancanza di lavoro e sull'impotenza dei giovani, noi vogliamo lavorare e vogliamo farlo nella nostrà città che ne ha tanto bisogno. Non vogliamo aderire all'alibi ormai inflazionato del “siamo a Cagliari e qui non si può lavorare” bensì sfatare questa falsa credenza prendendo coscienza del contesto in cui operiamo e rispondendo al meglio agli stimoli che dà. E se non ne dà non ci interessa, in fondo nemmeno il calabrone potrebbe volare in base alla sua struttura alare, ma lui non lo sa e vola lo stesso! ;)

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Scherzosamente mi verrebbe da affermare che dietro il vostro lavoro si nasconda una mission
…
In effetti è così! Prima di preoccuparci della mancanza di clienti, di budget consistenti, di lavoro, ecc, cerchiamo di spiegare alle persone in cosa consiste questo mestiere, a piccoli passi, con pazienza e tranquillità, senza dare per scontato che tutti lo conoscano e senza  pretendere che una manciata di semi diventi albero in pochi mesi.
Alla fine chi sa esattamente cos'è un logo, una brand identity, una brochure, un packaging, una campagna pubblicitaria? Quasi nessuno! Per questo motivo Casavisual ha deciso di mostrarsi al mondo contravvenendo e opponendosi alle ormai obsolete regole non scritte del grafico/artista genio incompreso e mitizzato la cui creatività è indiscutibile e la sua persona inaccessibile ai comuni mortali; o a quelle dell'agenzia pubblicitaria anni '80 dai prezzi folli che risponde solo a commissioni a sei zeri. Per noi la grafica è solo, solo si fa per dire, uno dei tanti linguaggi per comunicare e comunicare è la cosa più popolare che esista. Non c'è arte bensì progetto, non c'è autoreferenzialità bensì soddisfazione di un bisogno. Questi sono i principi cardine che hanno fatto sì che Casavisual aprisse e si aprisse.


E
questo lo si avverte, Casavisual mi da la sensazione di essere uno studio che respiri, nel senso che è vivo e ha voglia esprimere qualcosa di più di un gusto estetico?
Assolutamente sì, Casavisual si propone di rendere la Grafica e la Comunicazione alla portata di tutti, in tutti i sensi.
Per questo motivo il nostro piccolo studio si affaccia sulla strada, è accessibile a tutti come fosse un negozio, ha una piccola vetrina con esposti i lavori realizzati, e chiunque può entrare e chiederci qualsiasi cosa. Senza però dimenticare che facciamo design, c'è quindi anche una poltrona Ikea per gli ospiti, musica a tutto volume, caffettiera sempre calda, bollitore ed esperimenti culinari sempre disponibili per amici e clienti (i quali spesso coincidono).



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Una apertura a 360* contraddistinta da una forte dose di entusiasmo..
Questo non ci manca! Crediamo molto in questo lavoro, nel gruppo e nella collaborazione!A questo proposito Casavisual approfitta gentilmente di questo spazio per annunciare che il proprio orticello non è recintato, chiunque abbia voglia di entrarci, arare il terreno, piantare altri semi e specie di ortaggi, arredarlo, farci un barbecue, unificarlo con il proprio, è ben accetto! Un orto grande e curato da mani esperte dà più frutti per tutti.

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Trovate  Casavisual  qui e su fb. photo b0bfe6ad-8bc8-424f-9743-5acb42375fea_zps9bdac2a1.jpg

Intervista a a cura di Nostal_chic



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lunedì 3 giugno 2013

SarDoriartisti: Dodo, i (dis)equilibri e il tempo da raccogliere




Se il tuo spettacolo fosse un concime cosa ti piacerebbe far germogliare?
Vorrei che la gente raccogliesse un po' di "Tempo"! Non so bene sotto che forma o che tipo, ognuno però troverebbe quello di cui ha più bisogno: tempo per se stessi, per gli altri, per dormire un po' di più o per stare più svegli, per prendere la bicicletta, per fare due passi, per giocare, per un altro caffè o perché no, per poter perdere tempo consapevolmente e senza ansia ...L'elenco è troppo lungo e adesso non ho tempo... Visto?
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Pic by Barbara Govan
Lui è Edoardo Demontis, noto a molti come Dodo, un giocoliere sardo che cattura per la forza poetica dei suoi spettacoli in cui umorismo ed eleganza si mescolano lasciando sospesi nella dimensione del qui e ora ed agganciando emozionalmente coloro che ne prendono parte. In scena infatti non si assiste passivamente al prender vita di caricature o di personaggi teatrali ma ad un signorino che mediante la sua arte traspone una sensibilità capace di suscitare altro, qualcosa che, come racconta Edoardo, “ogni volta è un elemento diverso che mi piace includere, a cui faccio spazio, amplificandolo nelle sue emozioni”.
Un’apertura che si avverte fortemente nel suo gioco di (dis)equilibri. Mi colpisce la riflessione che lo stesso mi confida: “Il lancio è sempre diverso, così come la vita, non sempre le cose vanno come vuoi che vadano. E’ importante adattarsi: o ti fermi perché è caduta la palla o ti adatti verso la sua direzione. Il disequilibrio se ci pensi è costante, per cui cerco di raggiungere il mio obiettivo mediante diverse strade”.
E' dunque inevitabile chiedergli quale sia il suo obiettivo e mi risponde: "Forse più che un obiettivo è una speranza…. Sai, Bruno Munari nel 1986 diceva " Giocare è una cosa seria...un bambino creativo è un bambino felice!" e, pensandoci, credo che il mio obiettivo sia quello di voler continuare a giocare in modo serio, giocare e far giocare. Dato che non sono più un bambino, per quanto riguarda la felicità, devo affidarmi alla creatività e ricordarmi sempre che la giocoleria per me non è il fine ma il mezzo”.

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Pic by Barbara Govan
Mi sembra che questo aspetto venga sfiorato anche nel progetto "Untitle" di Alessandro Sciarroni di cui appunto fai parte, ti piacerebbe dirci qualcosa? Questo sensibile e visionario regista teatrale ha messo su uno spettacolo che ha come tema la pratica della giocoleria intesa come sforzo fisico, dedizione, costanza e in alcuni casi frustrazione. In scena ci sono quattro giocolieri, ma soprattutto quattro ragazzi (il sottoscritto, Lorenzo Crivellari, Pietro Selva Bonino e Victor Garmendia Torija) che con la loro forza, sensibilità, abilità e fragilità si ritrovano alle prese con una passione della quale hanno fatto il loro lavoro. Lavoriamo anche sulla fragilità di questa pratica, vivendoci ogni caduta e ogni lancio come non avevamo mai fatto in 15 anni di prove ed allenamenti, il tutto accompagnato dalle magiche atmosfere provenienti dalla musica dal vivo di Pablo Esbert. E’ uno spettacolo che mi piace perché non può essere solo "eseguito" in quanto richiede una completa partecipazione emotiva, un coinvolgimento tale per cui ci stanca sia nel corpo e che nella mente ma ci riempie ogni volta di nuove sensazioni e di tante "prime volte" sceniche che lo rendono sempre vivo ed interessante per il pubblico e per noi stessi.

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Pic by Alberto Accardo

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Pic by Martina Nasini
Per chi volesse assistere a questo ed agli altri spettacoli in cui sei coinvolto potresti darci qualche data o indirizzo web su cui seguirti?
Per ciò che riguarda Untitle è prevista un'anteprima alla Biennale di Venezia il 28 giugno (per le altre date potete seguirci su questo sito. Mentre per il mio spettacolo con le clave, che porto rispettivamente in locali molto piccoli o in festival di giocoleria o di circo, potete curiosare nel mio blog .

unURBAN from Illador Films on Vimeo.

Intervista a cura di Nostal_chic

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lunedì 13 maggio 2013

Sardorialinks: Takoma ventosi, fiori, copertine di Vogue, la Queeresima e chef vegani molto cruenti.


The Walk



E' uscito "The Walk", il nuovo video dei Takoma. Girato da Francesca Cavallet e pervaso da mood ventoso, accompagna uno dei pezzi più belli di The Good Boy Sessions, album che vi consiglio fortemente.
(Trovate i Takoma su facebook e su soundcloud)


Flower Power

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"Florals? For Spring? Groundbreaking." Diceva Meryl Streep in quel filmettino che andai a vedere al cinema con la mia famiglia convincendo mio padre ad entrare via falsa speranza di vedere un film con Bruce Willis, esplosioni e bone in canottiera.
Mio padre mi odia ancora di più dal giorno ma Meryl/Miranda aveva ragione eppure non riesco a smettere di guardare board di Pinterest a tema. La migliore è quella di Michael Shettel (qui) ma ne troverete altre se vi sentite dell'umore giusto, pare che siano sempre in trend, ça va sans dire.

Esercizi di Stile

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Il 9 Maggio la fotografa Stefania Paparelli ha presentato da Love Retrò, in collaborazione con Lollove, alcuni suoi ritratti ispirati alle copertine anni'70 di Vogue. Sia io che Nostal_ abbiamo gradito molto e vi consigliamo caldamente di andarli a vedere, saranno esposti in Via Sulis 26 fino a metà giugno.
E se vi pungesse vaghezza compratemi un vestito, Alice conosce la mia taglia.


Queeresima

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The SarDorialist supporta come sempre le iniziative dell'ARC cagliaritana che quest'anno, il secondo consecutivo, propone 40 giorni di incontri ed eventi fino al 29 Giugno, giorno del Sardegna Pride. 
Le ragioni che ci spingono a supportare l'ARC sono molteplici e fra queste spiccano l'intelligenza e la capacità degli organizzatori di interessare, comunicare, far riflettere e divertire.
Potete aderire qui, mantenervi informati sugli eventi tramite il sito e interagire tramite la pagina facebook.


Vegan Black Metal Chef



Oggi è lunedì e per chi partecipa al Meat Free Monday è il giorno in cui si sperimentano ricette senza carne. Nella marea di siti di ricette vegetariane o vegan spicca uno dei miei canali youtube preferiti al mondo, quello di uno psicopatico isterico meraviglioso che insegna a cucinare vegano cantando le ricette in growl e tagliando le verdure con un'ascia.
Il canale youtube è questo ma ha anche un sito.
Il video che vi propongo si chiama "Heil Seitan" e inizia con lui che toglie il seitan dalla plastica cantando "Seitan I release you from this prison".
Lo amo.


Vostra sempre e di palo in frasca più che mai
@velvetuzi















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lunedì 22 aprile 2013

Berenice La Ruche, le burle di Magritte e la cura contro il Mal D'Estro


Se le tue opere fossero una medicina che cosa ti piacerebbe curassero? 
Vorrei che fossero un unguento contro il Mal d'Estro, malattia che ha le fattezze di terribile mostriciattolo sotto il letto e che distorce il mondo, facendolo apparire tutto dritto, lineare, composto e ben pettinato, grigriastro e terribilmente impolverato.

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Femme Fatale

Lei è Berenice La Ruche, un’illustratrice di Cagliari che mi rapisce fin dal primo disegno per la sua femminile delicatezza, un’esplosione di colori e profondità. Un folletto saltellante che parlando delle sue opere mi rivela di avere un feticismo irrecuperabile per la carta e i pennarelli ("Se incontro un cartoncino spesso e ingiallito, è fatta: giuggiole repentine!").

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Sabolgia Muzik

Che materiali utilizzi per realizzare le tue opere?
Ultimamente sto sperimentando con gran divertimento le matite colorate, nude oppure in combinazione con i pennarelli.

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Turbocuore

Qual è il tuo modo di affrontare un disegno, com'è l'approccio iniziale?
La nascita di un disegno è sempre un'incognita e contiene un altissimo tasso di spontaneità; non parto mai da un'idea precisa, lascio vagare la testa mentre la mano saltella sul foglio. Succede che, durante queste divagazioni, abbassi lo sguardo e mi ritrovi davanti al naso una bellittedda imbronciata o una selva intricata di fiori. Non faccio mai degli schizzi preparatori così come non uso mai la matita per tracciare delle linee guida; parto direttamente con l'inchiostro nero, traccio i contorni e le forme e comincio a colorare (quella è la parte più ‘sorridevole’). Alterno questi due gesti finché il risultato diventa pieno e soddisfacente ai miei occhi. Il primo colore che utilizzo è il rosso per riempire le labbra delle signorine, perché mi aiuta a decidere tutto il resto."

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Magritte col mal di pancia

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Scaglie

C'è qualche immaginario a cui ti ispiri e a cui che ti piacerebbe rimandare?
Mi piace disegnare figure femminili e animali, spesso immersi in una flora all'interno della quale si possono avvistare occhi, ciglia lunghissime, code di sirena. Mi nutro di immagini, siano esse fotografie, illustrazioni, pitture, lavori grafici, e ho una lista pressoché infinita di riferimenti artistici da cui attingo lucido per occhi e bellezza.
Da questo immenso calderone ribollente spuntano spesso Modigliani, Rebecca Dautremer, Emmanuelle Houdart, le storie dei pirati, il conte Dracula, Yves Klein e i suoi blu lisergici, Virginia Mori, i vecchi ritratti in bianco e nero di signori baffuti ed elegantissimi, le righe, Gianni Rodari, le burle di Magritte."

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S / Sono solo cattivo / Hola La Poyana@Muzak 

http://berenicelaruche.tumblr.com/
https://www.facebook.com/berenice.laruche

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A Carlo


Intervista a cura di Nostal_Chic



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sabato 9 marzo 2013

Welcome to my Mondo o di sinergie, popstar giapponesi e molto altro


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C'è stato un momento, quest'estate, in cui SBAM! la sottoscritta si aggirava in abito da sera, in pieno pomeriggio a Cagliari mentre una troupe girava il video di Julie, una cantante pop giapponese.
Senza toccare nemmeno un acido, voglio dire, stava accadendo davvero.
Ora, voi la chiamerete pure comparsata ma con mia zia Iole ho usato la parola cameo, così, perchè io valgo.
E a parte il mio coinvolgimento (immeritatissimo) nella questione, il team che lavorava all'evento è quello di Welcome 2 My Mondo e valeva la pena di chiedere loro alcune spiegazioni.

Prima di tutto mi piacerebbe parlare del link col Giappone. O c'è una relazione abbastanza marcata o io vedo legami dappertutto, un pò come i miei amati cospirazionisti internettiani. Shibuya citava un quartiere nipponico e il primo incarico della neonata Welcome To My Mondo è stato il restyling dell'immagine di Julie, una popstar giapponese. Come nasce questa sorta di gemellaggio? A parte la scelta del quartiere, crocevia blablabla, perchè il Giappone? Perchè forse Enrico era un fissatissimo di cultura nipponica alle superiori e se sapeste che una volta ho letto un manga al contrario commentando alla fine: "Mah, i disegni bellini ma la storia un pò confusa..." mi giudichereste?
ENRICO CICCU: La storia sarebbe stata addirittura più contorta se l'avessi letto per il verso giusto: i manga vanno letti a salti.
Come mai il Giappone, eh? Un po' voluto, un po' per caso: si dice che ciò che desideri alla fine accada. Posso dire che galeotto fu un video, e chi ce lo propose. Giorgia Zedda, allora presidentessa di Nihon Bunka (associazione culturale che si occupa di portare la cultura giapponese in Italia) mi propose un progetto per una grossa azienda giapponese: e-talentbank LTD. Il tema era interessante: un messaggio di speranza da mandare alle vittime dello Tsunami. Ci siamo messi all'opera onorati di lavorare con Gionata Mirai (Teatro degli Orrori), che ha curato la musica,  e realizzato questo.
Il video è piaciuto parecchio, è stato stampato e consegnato e ha riscosso un buon successo mediatico. Quello che non ci aspettavamo era di essere contattati da Erika Rossi, manager della sezione internazionale di e-talentbank, e da lì tra una skypata e un incontro al Lucca Comics sono state gettate le basi per la partnership. Formalizzata a Tokyo a maggio, tra ali di pollo fritte e il devastante Makkori (birra + yogurt) che ora è la bevanda ufficiale di W2MM (vero ragazzi?).

Leggo che Welcome To My Mondo è uno spin-off di Shibuya. Come nasce l'idea? Di cosa si tratta esattamente?
E.C: Welcome to my Mondo (il nome è del geniale Mauro Congia) nasce per offrire tre servizi: lookalization, studio d'immagine e social media marketing.
La Lookalization è il progetto che stiamo portando avanti con e-talentbank, e consiste nel “ricreare” e adattare l'immagine di un brand, prodotto o artista giapponese al mercato occidentale, e viceversa. Questo nome riassume in realtà un processo creativo e manageriale molto complesso, che a seconda del cliente va dal look all'arrangiamento musicale, dal marketing al social media management. Insomma, è un “pacchetto completo”.
A questo, si aggiunge la flessibilità che da sempre ci consente di affrontare qualunque tipo di progetto.
PIERO ZILIO: Io sarei il lato oscuro di W2MM, il CEO, il responsabile dei Public affairs, insomma… quello che prende le decisioni sbagliate e vende fuffa... Ecco la mia versione rivista e corretta.
Mentre l’attività di Shibuya tendeva a concentrarsi prevalentemente su produzione video e web design, la joint venture con i giapponesi ha richiesto un approccio più ampio e armonico, in grado di legare la storica produzione web e video con quella musicale, la gestione del look e dei social media. W2MM nasce come spin-off in grado di gestire tanto la semplicità del mercato locale quanto la realizzazione di progetti complessi di portata internazionale. Con W2MM il discorso si sposta al livello di visual identity a tutto tondo, e in questo senso la stessa Lookalization (Look + Localization) è una sorta di variazione sul tema: lo studio d’immagine sul piano glocal. Prendiamo un prodotto che ha già una sua immagine in Giappone e lo “traduciamo” in Europa, adattando l’immagine al gusto estetico e al contesto occidentale.
Lo ammetto, mi sono stupito anch’io quando ho scritto “glocal”. Ora devo solo riuscire a infilare “sinergie” in qualche altra risposta e sarò completamente soddisfatto.

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Ho avuto occasione di osservare il vostro lavoro con Julie dietro le quinte di Johnny Guitar e per me avere la possibilità di essere lì è stato entusiasmante ed istruttivo. Osservavo il montaggio del carrello come un gattino osserva un barbecue di pesce e quando passava Julie le dicevo che l'unica parola che conoscevo in giapponese era "Kawaii". Lei mi guardava con divertimento misto a molto sconforto.
Mi è piaciuto il fatto che lavoriate duro ma l'atmosfera non sia mai troppo tesa e poi, sorpresa! In Sardegna non produciamo solo disperazione, fumo di fabbrica in crisi, mutazioni genetiche vicino ai poligoni e tifosi del Cagliari ma anche professionalità valide e diverse. Non voglio fare polemica (che poi è quello che dico quando è vero il contrario) ma mi è sembrato che una troupe sarda che si materializza nel cuore della città per girare un video destinato al mercato internazionale, avrebbe meritato più visibilità mediatica. D'altronde avevo detto ai miei che sarei diventata famosa. Qualcuno forse boicotta la mia ascesa al successo? E scherzi a parte, c'è stata differenza fra i feedback isolani e quelli giapponesi? So che siete stati a Tokyo per il lancio del video e del singolo...
E.C: Beh, in effetti l'accoglienza della stampa sarda, parlo di QUELLA stampa sarda, mi ha un po' deluso. Non per me eh, come scrissi a tempo debito in un post su Facebook io il mio ego l'ho già saziato.
Mi dispiace perché al progetto Julie hanno lavorato 80 SARDI, una troupe immensa tra fotografi, trucco e parrucco, cameramen e assistenti, stylist, comparse, attori, in cui ciascuno ha dato il suo insostituibile contributo ed è stato bellamente ignorato. 
Avrei voluto che si notasse che si tende a considerare i sardi come individualisti e poco propensi al lavoro d'équipe, quando invece – e me lo confermi tu stessa perché c'eri – insieme riusciamo a fare grandi cose. 
Inutile dirti che a Tokyo il progetto ha riscosso un enorme successo, suscita curiosità, ne parlano in radio, sui blog, su magazine online, ne hanno parlato in un libro sul marketing musicale in Giappone. Tra l'altro il video è in prima posizione da 3 settimane nella personale classifica di George Williams, DJ e blogger musicale americano molto attivo in giappone nella scena indipendente. E son soddisfazioni!
DAVIDE SARDO: La stampa sarda non mi ha deluso, anzi. Ha confermato fino ai minimi dettagli quanto già penso di lei, di chi la detiene e di chi ci scrive. Ma grazie al cielo l'informazione non si fa più sui giornali.
Il discorso dell'accoglienza è più interessante. Qua abbiamo ricevuto soprattutto complimenti (spero sinceri) di persone che già conoscono ed apprezzano il nostro lavoro, mentre in Giappone abbiamo ricevuto non solo commenti positivi e pacche sulle spalle, ma anche delle critiche sensate e condivisibili che provano che il lavoro è stato valutato con attenzione, a dimostrare quanto sia stato preso sul serio. E questo per me vale molto più di un “bravi ragazzi, che figata!”
P.Z: Colgo l’occasione per dimostrare la mia natura (suicida) ribelle.
Onorevole Art Director (Enrico), Onorevole Music Producer (Davide): vorrei comunque ringraziare Jacopo Basanisi e Maria Grazia Pili, i due giornalisti che nonostante tutto hanno trovato il modo per raccontare la nostra partnership con i giapponesi sulla stampa locale.
Onorevole Intervistatrice: invecchiando si tende a ripetersi, e io a ripetermi. Sotto la punta dell’iceberg che luccica al sole il prodotto principale è stato di fatto il nuovo EP “J” (lo trovate QUI).
Su questo aspetto basta ricordare come Kasuya-san, presidente della IRc2 Corporation (produttrice di “Battle without honor or humanity”, il brano usato da Tarantino in Kill Bill) sia venuto a Cagliari per affidarci la produzione musicale del disco con cui Julie sarà conosciuta in Asia e in Europa. Intorno a questa musica è stata cucita la nuova immagine della cantante, sono stati realizzati due diversi photoshooting, il video musicale cui hai assistito, lo stile “cocktail rock” declinato in trucco, acconciatura e abbigliamento, logo e merchandise, web e social media… in due settimane. Il tutto ha richiesto un attento lavoro di analisi e progettazione dietro le quinte, poco visibile, ma sicuramente indispensabile alla riuscita del progetto. Insomma, sotto la superficie dell’acqua l’iceberg è bello grosso e rappresenta il vero valore aggiunto di W2MM!

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Ciccu, Zilio e Sardo (sono peraltro dei belluomi)

Com'è stato lavorare con Julie? Ci sono state cose che sono filate sorprendentemente lisce e cose più difficili? La combo sardo-nipponica è stata efficace da subito?
E.C: Mmmmmm....... domanda difficile. Proviamo. 
Julie è quello che da noi si definirebbe “unu personaggiu”. È una persona con un carattere molto forte e indipendente, e soprattutto molto schiva. Non si è integrata molto bene all'inizio, anche perché è stata “spedita” tipo pacco postale e abbiamo cominciato subito a lavorare senza darle il tempo di ambientarsi. Capisco benissimo lo stress cui è stata sottoposta, comunque verso la fine si è sciolta e ha legato un po' con tutti.
Invece i manager, produttori, insomma tutta sa cricca di giapponesi si sono ambientati subito e si sono innamorati di Cagliari (uno di loro vuole comprare una casa qua): tra gente fantastica, cibo, sole mare, torneranno a trovarci. Anzi, Tatsuro – il nostro partner che ormai è un fratello per me – è già passato a trovarci di ritorno da Londra. E ha conosciuto l'assenzio del Bohemien...
D.S: Confermo quanto detto da Enrico, Julie è una persona di carattere ma riservata, e trovarsi circondata da estranei che le dicevano cosa fare non dev'essere stato facile per lei. Io ho avuto la fortuna di lavorarci dentro lo studio di registrazione, un ambiente che evidentemente le è molto congeniale, e mi sono trovato davanti una ragazza molto gentile, professionale e simpatica, e ostinatamente votata al lavoro e al risultato.
P.Z: SINERGIE! Ce l’ho fatta, l’ho infilato!



E ora cosa succederà? Julie sbarcherà in Europa? Avete altri progetti in cantiere?
E.C: Julie è pronta per sbarcare in Europa, e si lavorerà su 2 fronti: quello giapponese e quello europeo. Stiamo progettando per lei un tour, la partecipazione a festival ed eventi, e qualche altro progetto di cui non possiamo ancora parlare (scaramanzia).
Posso solo dirti che stiamo per prendere una decisione MOLTO IMPORTANTE per il nostro futuro. E che avrà un grande impatto su W2MM...
D.S: Il lavoro su Julie è in realtà appena iniziato e non si esaurisce in un EP e un video. Ovviamente verrà a cantare in Europa al più presto, ovviamente ci saranno altre produzioni, e ovviamente ho già pagato un sicario per uccidere le concorrenti più pericolose.
Nel frattempo continuiamo ad oliare e mettere a punto la macchina delle relazioni col Giappone mantenendo lo spirito con cui le abbiamo iniziate, ovvero trovare strumenti flessibili e innovativi che si adattino alle situazioni che cambiano. 
P.Z: Dimenticavo, in qualità di direttore marketing ho anche un piano B nel caso in cui dovesse andar male con la Lookalization: commercializzare il Makkori in Europa, ma è un segreto, non lo dire ancora, sarà la chiave del nostro successo...

@velvetuzi



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lunedì 4 marzo 2013

5 Things! My Vintage Skateboards Edition

Ok, incontrate un collezionista di tavole da skate e non gli chiedete di selezionarvene 5?
Ecco le favorite di W.M... Thanks Man!

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Lucero Ltd /jeff grosso /by John Lucero /1989


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Powell Peralta /Mike McGill /by Sean Cliver /1989


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Santa Cruz/Street Creep /by Jim Phillips /1989


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Blind/Jason Le/ by Marc Mckee /1991


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H-Street/Jason Roger /by Francesco "Jekill"Albertini /1989
♡♡♡

Yours Truly
Nostal_Chic


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