mercoledì 21 maggio 2014

An Italian Theory / FUSILLO


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giovedì 15 maggio 2014

LAZY OAF / PRICKLY CAP


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mercoledì 27 novembre 2013

MALASORTI: living nichos, connubi sardissimi e frastimus (in dub) che portano bene




La prima volta che ho visto il video di Malasorti ho mandato una mail entusiasta ad Enrico Ciccu, uno dei boss di Welcome 2 My Mondo e regista del video, complimentandomi in maniera scomposta e forsennata.
Mesi dopo eccomi qui con i Malasorti ben disposti a rispondere a tutti i miei quesiti alla vigilia dell’uscita del loro primo EP.
Per dire che non sono una frullallero qualunque: me le vado proprio a stalkerare le persone e le attiro con promesse di tè verde e torte agli Oreo.

Per chi non li conoscesse: prendete uno dei producer sardi più apprezzati (anche da noi di The SarDorialist) come Arrogalla e mettetelo in squadra con Emanuele Pittoni voce storica dei Ratapignata per un progetto dalle tinte dub (“Giustamente l’etichetta deve inserirci in un contesto” Mi dice Arrogalla: “Quindi dub sia, anche se non c’è solo quello…”), spolverate con abbondante dose di folklore latino e avrete Malasorti.

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Lo stile del duo è venuto fuori durante lo studio del concept del video: “Pensavamo a come presentare il progetto sul palco, ad identificarli anche a livello visivo”, ricorda Enrico Ciccu di Welcome 2 My Mondo: “Ed ecco che Lele ci ha spiegato quello che aveva in mente: i nichos messicani e tutto l’immaginario intorno. Abbiamo poi fatto tradurre l’idea in pratica a Luca Cabboi che si è occupato del make up avvalendosi anche dell’aiuto di Mau Kahindra e abbiamo finalmente ottenuto i nostri veri nichos malasortiani.”

Lele Pittoni mi spiega con dovizia la genesi dell’idea: “Dopo le prime prove, ho iniziato a pensare al set, a come porci su un ipotetico palco. Fare un concerto senza nessun elemento scenico, soprattutto quando non ci sono strumenti musicali veri (parlo di basso, batteria e chitarre), può determinare, soprattutto nel pubblico un senso di vuoto. La gente vede un palco scarno dove due persone fanno un genere abbastanza difficile e il più delle volte si rischia di rientrare in un clichè tipo “rapper-dj" che non ci appartiene. In questi casi poi il cantante è sempre davanti e prende tutta la scena. Nel nostro caso siamo una cosa sola: cantante e dub master e proprio per questo ho pensato ai nichos messicani, alla loro unicità. Parliamo di una scatolina in cui si ricrea un ambiente unico dove tutto è indivisibile e fondamentale. Un unico nicho gigante musicale pieno di colori e fiori.”
“E sul set siamo sullo stesso piano letteralmente!”, aggiunge Arrogalla: “Ci posizioniamo affiancati: lui col microfono e io con i miei strumenti. E’ strano per me, sono abituato a stare più defilato, ma la cosa mi piace: ha un senso”.

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Nasce spontanea qualche domanda sull’incontro e sulla decisione di lavorare insieme. Arrogalla sorride e spiega: “Ho lavorato con i Ratapignata al remix di “Dubba prus a forti”, un pezzo che tuttora mi piace molto e che svelava una sorta di connessione “giusta” fra il mio sound e un loro pezzo piuttosto rappresentativo. Il risultato è stato frutto di discussioni molto stimolanti e di un po’ di lavoro. Una volta finito abbiamo parlato, parlato, parlato e da lì abbiamo capito che avremmo potuto collaborare.”
“Personalmente mi piaceva l'idea di creare delle linee vocali che si adattassero al suo stile.” Aggiunge Lele: “ Nei progetti di Arrogalla esiste sempre una componente suggestiva, melodie molto accattivanti che rendono il brano originale e allo stesso tempo coinvolgente. Per questo abbiamo iniziato a provare e, in brevissimo tempo devo dire, abbiamo trovato un feeling e un suono "malasortiano" in cui convivono benissimo i suoi e miei gusti musicali. Secondo me il suono riprende il dub delle origini (King Tubby e Scientist o Mad Professor) filtrato attraverso lo stile originale di Arrogalla. Io cerco di inserirci delle linee vocali chiare e semplici. E’ infatti quasi sempre presente una strofa e un ritornello che si rifanno a uno stile più simile agli Almamegretta di Sanacore o, in altri casi, riprende lo stile dei primi brani early dub giamaicani reinterpretati in chiave più moderna.”

La scrittura diventa subito oggetto di discussione. “
Malasorti”, il pezzo intendo, è una sorta di indovinello, in cui non si esplicita mai il significato e il parlare per metafora rivela un’attitudine simile a quella dei cantadoris sardi.
Chiedo a Lele se sia il frutto di una ricerca e di un’evoluzione o semplicemente il modo di scrivere che gli riesce più naturale. La risposta è pronta: “Gran parte dei miei testi sono stati scritti pochi istanti dopo aver sentito le proposte musicali di Arrogalla. Ogni suono ricrea dentro di me immagini, momenti, emozioni che ributto fuori subito come testo e linea vocale. Individuo al volo strofa e ritornello e tutto in tempi molto brevi. Ovviamente si tratta di idee che poi vengono plasmate e amalgamate sul brano, ma l'idea di base è quasi sempre quelle scovata al momento. Malasorti è un testo che per me ha un significato preciso, è un testo contro ogni tipo di violenza, ma poi ognuno può trovarci il significato che vuole.”

L’utilizzo del sardo, in particolare, mi ha colpito da subito.
Quello che, in teoria, è un linguaggio “di nicchia” invece, piuttosto sorprendentemente per il mio gusto personale, assume allure internazionale.
(Sì, ho detto “allure internazionale”, denunciatemi.)
“Guarda, io capisco il tuo discorso”, mi dice Arrogalla annuendo: “Ma sappi che a volte c’è un preconcetto legato alla lingua sarda derivante dal fatto che spesso chi scrive testi in sardo lo fa in maniera un po’ costruita, poco naturale, giusto per dire “Ehi, cantiamo in sardo!” ma se un pezzo non funziona, a mio parere, non lo farà funzionare il fatto di cantarlo in una lingua diversa. Se un pezzo funziona invece e la scelta del sardo non è tale, cioè se NON è una scelta a priori ma la naturale inclinazione espressiva di chi scrive allora avrai un linguaggio interiorizzato e che fa presa anche su un pubblico che non conosce quella lingua. Di questo abbiamo dimostrazione quando suoniamo in giro. Siamo stati al Tundra Festival in Lituania per esempio, e il pubblico ha risposto molto bene.”

“L'esperienza al Tundra Festival è stata bellissima”
Aggiunge Lele: “ Abbiamo portato un progetto musicale appena nato, non proprio ben definito e ancora da testare fino in fondo. Ma le idee erano chiare e la serie di brani ben architettati per far ballare la gente. La location era fantastica, un bosco fitto fitto di alberi e noi in mezzo, su di un palco piccolo ma con un impianto bomba . I nostri visi dipinti, la musica e l'ambientazione nicho-in-mezzo-al-bosco hanno creato un atmosfera pazzesca. Hanno ballato tutti e l’ora a disposizione è volata in un continuo scambio di emozioni tra noi è le centinaia di persone davanti.”

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Chiedo a questi gentiluomini cosa dobbiamo aspettarci dal set di giovedì 28 Novembre all’Old Square: Ci sarà infatti il release party del loro primo EP “
Frastimus in dub” che uscirà in digitale per LCL e Arrogalla mi anticipa alcuni dettagli: “Pensiamo ad un set dai tempi giusti e intenso. In prova stiamo analizzando tutto, possiamo essere davvero “pibinchi” ma è giusto così. Saremo supportati da Welcome 2 My Mondo e questa collaborazione ci rende fieri, è davvero un lavoro in sinergia il nostro, un lavoro in cui abbiamo la musica in primo piano e un’ottima base visual anche grazie a Gianluca Marras (Marjani Aresti) che si è occupato delle grafiche e che sarà con noi  in fase attivissima durante il concerto.”

“Marjani è un artista cagliaritano” Dice Lele: “E ci accompagnerà durante il set con una performance di live painting. Immagino saremo un nichos con dentro altri nichos creati da lui durante l'esecuzione dei brani. Sta facendo un lavoro bellissimo, nel creare le illustrazioni dell'EP riesce a gestire con formidabile maestria le immagini del progetto. Giovedì sarà un momento importante perchè presentiamo Malasorti una volta per tutte, senza mezzi termini. Ormai il progetto è maturo per sostenere un live che non farei mai senza tappeti messicani, fiori, nichos, calavere, visi dipinti. Senza tutto questo non avrei nulla da dire e non potrei prendermi la libertà di entrare in un altra dimensione fatta di scatoline messicane sonore.”

“Non dimentichiamo che il 28 sarà con noi anche Lata, un producer cileno molto bravo, che fa un mix di cumbia e altre sonorità latine in salsa electro.” Conclude Arrogalla: “Farà un set divertente e siamo contenti di essere riusciti ad averlo con noi visto che è nel bel mezzo del suo tour. Arriverà fresco fresco da Parigi, dove si trova in questi giorni per una data, e ripartirà subito dopo per Londra. Merita davvero!”

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Insomma, per quelli di voi curiosi di entrare in un nicho vivente e sonoro l‘appuntamento è giovedì 29/11 all’Old Square (Cagliari, Corso Vittorio Emanuele 44). Malasorti presenterà “Frastimus in dub”, Marjani Aresti si occuperà del live painting e Lata proporrà il suo set electrolatineggiante.

Fossi in voi verrei, dicono che i frastimus in dub, al contrario di quelli che non lo sono, portino molto bene...


@velvetuzi
 
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martedì 13 agosto 2013

SounDorialist: 5 questions about Summer Is Mine Festival 2013


Succede che questo sabato qualcuno organizza un one-day-festival e lo organizza, surprise, nel Sulcis. L’ Associazione Culturale Lee Van Cleef (lo ricordate? Sì, dai…) partorirà il 17 Agosto il primo figlio, il Summer Is Mine Festival, e ne parliamo con uno dei papà, un amico dal multiforme ingegno e vecchia conoscenza sarDorialista: Andrea Murgia.

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Fra le difficoltà incontrate dal Festival Jazz di Sant’Anna Arresi alla pausa dell’ HIS Festival è doveroso ribadirvi i complimenti per il coraggio nell’organizzare un nuovo appuntamento musicale qui e ora. Nel comunicato stampa esordite dicendo che nonostante il periodo non sia dei più floridi la cultura rimane un appiglio al quale ancorarsi e dal quale ripartire. Mi dici un po’ come è nata l’idea di organizzare un evento come il Summer Is Mine?
L’idea di organizzare un festival musicale ci ronzava in testa da anni, ma mai come quest’anno avevamo sentito l’esigenza di associarci e cercare di mettere su qualcosa di veramente concreto. La situazione che attraversa il Sulcis Iglesiente da trent’anni a questa a parte dovrebbe far pensare che magari l’economia delle grandi industrie piovute dall’alto non sia stata un così grande successo. Un territorio con risorse paesaggistiche come il nostro e che ospita festival musicali nazionali e internazionali come Narcao Blues e Ai Confini tra Sardegna e Jazz può e deve cercare vie alternative al modello economico finora proposto. Carbonia e in particolare Villa Sulcis da anni ospitano attività culturali di rilievo, noi stiamo cercando di dare con Summer Is Mine continuità a quelle iniziative che hanno in qualche modo sfondato la porta e portato la cultura e cercato di valorizzare gli spazi cittadini.

Mi pare di capire che l’Associazione Cultuale Lee Van Cleef sia una realtà nuova. Chi c’è dietro? Sicuramente dei fan del Western comunque…
L’Associazione Culturale Lee Van Cleef nel momento in cui scrivo ha appena compiuto due settimane di vita, quindi sì, direi che siamo parecchio “giovani”. Dietro alla silhouette del villain per eccellenza, ci sono appassionati di musica, di arte e naturalmente cinema con esperienza pluriennale nell’organizzazione di eventi (il direttivo è interamente composto da membri dell’organizzazione di Ai Confini tra Sardegna e Jazz) ma soprattutto un gruppo di amici che volevano fare qualcosa per la città in cui sono nati e cresciuti. La decisione di utilizzare il nome Lee Van Cleef è stata presa quasi per caso, ci piaceva il suo faccione da cattivo sul grande schermo ma soprattutto il suo carattere mite nella vita di tutti giorni. Un bel personaggio insomma…
Parlami un po’ della line up e del mood del festival. Ho visto nomi di artisti sardi validi quali Grandmother Safari e Hola La Poyana, solo per citarne alcuni, ma sarà dei vostri anche Iosonouncane. Come avete scelto gli artisti?
La line-up l’abbiamo messa su in pochissimo tempo ed è stato abbastanza semplice: volevamo far suonare semplicemente chi ci piaceva e che ci divertiva. IOSONOUNCANE è uno dei migliori musicisti che la nostra generazione abbia conosciuto, è inutile girarci attorno,  è di Iglesias quindi conosce bene il disagio che sta attraversando il nostro territorio e  per giunta è un carissimo amico. Una scelta facilissima. I Fratelli Detroit sono tra i gruppi che secondo noi si stanno muovendo meglio nella nostra isola, stanno macinando kilometri su kilomentri per le strade sarde e si stanno facendo apprezzare anche in “continente”. Per chi non li conosce sarà una bella sorpresa. I Grandmother Safari ci piacciono proprio tanto, hanno carattere, sono bravissimi musicisti e ottime persone; dovrebbero chiudersi in uno studio di registrazione per far uscire questo benedetto album d’esordio, ma glielo si può perdonare. Personalmente ho apprezzato moltissimo Lazy Music for Dry Skin di Hola la Poyana, mi capitò per le mani qualche mese fa e me ne innamorai letteralmente. è stato uno dei primi nomi a cui abbiamo pensato.  Donnie è invece una delle mie recenti fissazioni: è giovane, tiene il palco benissimo ed è di Carbonia. Ha recentemente firmato un contratto con la Unlimited Struggle Recordins, etichetta di culto per l’hip hop e rap italiano e a settembre uscirà il suo esordio Musica Che Ha Sete. Sarà un set interessantissimo.


Quale è stato lo sbattimento più grande nell’organizzare l’evento? Da quanto tempo siete al lavoro?
Le difficoltà più grosse diciamo sono state legate alla burocrazia: da squadra operativa di festival e manifestazioni culturali non ci siamo mai dovuti occupare di leggi, statuti e norme di sicurezza. Districarsi negli uffici agli inizi è stato un incubo non lo nascondiamo, ma quando hai passione e sei motivato tutto passa in secondo piano. Operativamente siamo al lavoro da circa due mesi, abbiamo fatto i salti mortali per uscire e farci conoscere in così poco tempo. Dobbiamo ringraziare i nostri amici e la comunità del Pitosforo Art Music Bar che ci ha accolti e ci sta fornendo supporto logistico e, soprattutto, morale.


Dimmi un po’ del futuro, ci saranno appuntamenti invernali? Summer Is Mine nasce come progetto isolato o, come spero, avete intenzione di svilupparlo, magari come festival distribuito in diverse giornate, più in là?
Sì l’attività invernale di Lee Van Cleef per il 2014 prevede un impegno in questa direzione:  realizzare  un calendario di appuntamenti  musicali dal vivo  ricco di nomi interessanti, nazionali e sardi, e  questo  in collaborazione con altri soggetti del nord Sardegna. Se vogliamo, Summer Is Mine ha il suo battesimo quest’anno  in un  formato ridotto e limitato ad un giorno di musica. E’ nostro intenzione infatti per l’anno prossimo estenderne la durata e inserirlo nel luogo che meglio gli appartiene: l’ ex-grande miniera di Serbariu, ovvero quello che fu il centro propulsore dell’economia bellica nazionale e oggi simbolo della città con infinite potenzialità.   Crediamo che la miniera debba trasformarsi nel centro nevralgico del turismo culturale e centro attivo di produzione artistica.  La musica sarà protagonista ma non mancheranno le  mostre fotografiche e d’arte, cinema e documentari,  seminari e didattica,  public e street art. 

Trovate la facebook page di Summer Is Mine qui e l’Associazione Culturale Lee Van Cleef qui.
E trovate tutti in carne, ossa, microfoni, amplificatori e chitarre al Parco Villa Sulcis questo sabato 17 Agosto dalle 21… Auguri ai ragazzi dell’Associazione e buon divertimento signori e signore!

@velvetuzi




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sabato 3 agosto 2013

La Fille Bertha: nuvole, traslochi sulla luna e incursioni terrestri


“I was born
from a Cloud when it was raining deeply.. Growing older, I decided to move to the Moon...... Here, now, I feel quite comfortable, as if I had reached my real Home... for the moment! Sometimes, I prefer to use Symbols instead of Spoken Words.. Take a Furtive glimpse of my World.. Enjoy it!”

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È con questo invito che ci si addentra nell’immaginario visivo di La Fille Bertha, popolato da graziose ballerine le quali, impreziosite da accessori a forma di cuore, frecce indiane, colletti svolazzanti ed altri particolari surreali, sembrano riprodurre quella giocosa eleganza con cui Miu Miu e Valentino da sempre ci solleticano. Diversi sono i luoghi in cui le si incontra, dalle pareti dei centri sociali a quelle dei musei e, come in questo post, in fitti boschi sui tessuti di t-shirts e zainetti. Signorine misteriose che come dice LFB “Nascono sulla carta ed esistono prima in qualche luogo della mia mente dove sono “assopite”, come proiezioni spontanee che fluiscono e si strutturano all’interno di fogli di carta... Anche se poi, come sai, decidono spesso di “migrare”altrove”

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Ci presenteresti un po’ queste fanciulle?
In un certo senso loro si auto-descrivono quando si manifestano. Sai, mi piace l’idea che l’osservatore “fruisca” in modo libero e spontaneo della loro visione, non amo determinare lo sguardo altrui, e in fondo non credo che sia neppure possibile. Le vivo come creature ermetiche, effimere, quasi inafferrabili, a cui sento di essere legata da un rapporto molto forte che, in quanto tale, ha dei momenti intensamente belli ed altri più difficili e spigolosi. Direi comunque che, al momento, è come irrinunciabile.
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Scrivi di esserti trasferita sulla Luna, come ci si trova?
La luna è un luogo lontano e diverso dal nostro, un posto che non conoscevo e in cui ho potuto trovare “riparo”. Sai, viverci ha i suoi risvolti positivi, esso infatti rappresenta un mondo  immaginario e immaginativo, e credo che sia proprio questa dimensione ad averne favorito la sua permanenza.

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Nonostante tale provenienza spaziale alle volte si riscontrano particolari che richiamano il mondo animale. Due spazi diversi e al tempo stesso simili, sono infatti entrambi isolati e caratterizzati da un lato inesplorato, si tratterebbe di un’evocazione casuale?
Condivido l’analogia che hai fatto e sinceramente la trovo bellissima. Personalmente non credo molto nella casualità, ciò che appare tale, credo che provenga sempre da qualcosa dotato di senso, seppur “mistico”, o più semplicemente sconosciuto, non mentalizzato!. Sia nella Luna che nel bosco, non inteso come luogo necessariamente specifico e fisico, si può creare una realtà quasi di “decompressione” dalla realtà-reale, dove è possibile stare in silenzio, esplorare, e per questo trovare rifugio. Sono due “posti” accomunati da una sorta di atemporalità a me necessaria e perfetta per queste creature inafferrabili.

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Creature in cui ritrovo una finezza che, sebbene sfumi in tutte le tonalità dell’arcobaleno, sembra lasciar intravedere un’Ombra. La si scorge dalla forza del tratto scuro con cui sono segnate l’espressioni degli occhi o le capigliature nere che invadono il disegno..
Ancora una volta posso dirti che hai colto una parte della loro essenza, quell’ombra è ciò che le ha alimentate e continua a farlo, non dimentichiamoci che sono nate durante un giorno in cui il nubifragio era particolarmente intenso...

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E si intuiscono le nuvole da cui provengono, ma c’è un posto in cui ora vorrebbero andare?A queste signorine piace fluttuare e ancora una volta, la loro natura effimera, le tiene costantemente all’interno di questa circostanza. Diciamo che sono delle creature immerse all’interno di un divenire aperto, direi che fondamentalmente sono delle esploratrici incallite...
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Prima di salutarci ti vorrei chiedere se c’è in programma qualche progetto futuro in cui potremmo veder danzare queste ballerine?
Loro in fin dei conti non stanno mai al loro posto, svolazzano ovunque possa essere interessante! Sono nell’aria diverse loro dipartite, sia in territorio sardo, che nel resto dell’Italia...

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Un viaggio che diverse volte vi ha messo in contatto con altri artisti…
Si, esattamente. Collaborare è per me un modo fondamentale per crescere; al momento, come chi mi segue sa, collaboro spesso con Ufoe, così come con molti altri validi conterranei! Ho anche all’attivo una progetto molto speciale con altri tre disegnatori sardi (di un cui due donne), è uno scambio un pò all’antica, a quattrom, nato per il piacere di nascere e di cui magari potereste anche vedrete anche i frutti...

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Ringraziamo La Fille Bertha per averci regalato l’anteprima dello shooting realizzato da Nicola Massa, fotografo e belluomo spesso nostro graditissimo ospite. Siamo molto legate alla creatrice di Bertha che è stata con noi durante la presentazione di Bummer In The Summer l’anno scorso e siamo orgogliose di essere presenti in veste Nostal_gica nelle foto che vi presentiamo in questo post.
Trovate La Fille Bertha qui:
E trovate Nico Massa sul suo sito qui. O in giro in bici chè il ragazzo è uno di quelli. ;)

Intervista a cura di Nostal_chic



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giovedì 25 luglio 2013

Sardoriartisti: Paola, Luisa e il design che sa di Casa(visual)


“Non c'è arte bensì progetto, non c'è autoreferenzialità bensì soddisfazione di un bisogno.”


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Casavisual è ciò che mi piace definire ‘il sommario della conversazione creativa’ tra Paola Orione e Luisa Piras, due graphic designer di Cagliari che da circa un anno hanno aperto uno studio di Grafica e Comunicazione nella loro stessa città.

Come descrivereste Casavisual?
Casavisual è uno studio di Grafica e Comunicazione che è nato in barba alla crisi e che ha deciso consapevolmente di fare il proprio mestiere con entusiasmo e positività. Siamo convinte
che non ci si debba far deprimere dalle continue vessazioni mediatiche sulla mancanza di lavoro e sull'impotenza dei giovani, noi vogliamo lavorare e vogliamo farlo nella nostrà città che ne ha tanto bisogno. Non vogliamo aderire all'alibi ormai inflazionato del “siamo a Cagliari e qui non si può lavorare” bensì sfatare questa falsa credenza prendendo coscienza del contesto in cui operiamo e rispondendo al meglio agli stimoli che dà. E se non ne dà non ci interessa, in fondo nemmeno il calabrone potrebbe volare in base alla sua struttura alare, ma lui non lo sa e vola lo stesso! ;)

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Scherzosamente mi verrebbe da affermare che dietro il vostro lavoro si nasconda una mission
…
In effetti è così! Prima di preoccuparci della mancanza di clienti, di budget consistenti, di lavoro, ecc, cerchiamo di spiegare alle persone in cosa consiste questo mestiere, a piccoli passi, con pazienza e tranquillità, senza dare per scontato che tutti lo conoscano e senza  pretendere che una manciata di semi diventi albero in pochi mesi.
Alla fine chi sa esattamente cos'è un logo, una brand identity, una brochure, un packaging, una campagna pubblicitaria? Quasi nessuno! Per questo motivo Casavisual ha deciso di mostrarsi al mondo contravvenendo e opponendosi alle ormai obsolete regole non scritte del grafico/artista genio incompreso e mitizzato la cui creatività è indiscutibile e la sua persona inaccessibile ai comuni mortali; o a quelle dell'agenzia pubblicitaria anni '80 dai prezzi folli che risponde solo a commissioni a sei zeri. Per noi la grafica è solo, solo si fa per dire, uno dei tanti linguaggi per comunicare e comunicare è la cosa più popolare che esista. Non c'è arte bensì progetto, non c'è autoreferenzialità bensì soddisfazione di un bisogno. Questi sono i principi cardine che hanno fatto sì che Casavisual aprisse e si aprisse.


E
questo lo si avverte, Casavisual mi da la sensazione di essere uno studio che respiri, nel senso che è vivo e ha voglia esprimere qualcosa di più di un gusto estetico?
Assolutamente sì, Casavisual si propone di rendere la Grafica e la Comunicazione alla portata di tutti, in tutti i sensi.
Per questo motivo il nostro piccolo studio si affaccia sulla strada, è accessibile a tutti come fosse un negozio, ha una piccola vetrina con esposti i lavori realizzati, e chiunque può entrare e chiederci qualsiasi cosa. Senza però dimenticare che facciamo design, c'è quindi anche una poltrona Ikea per gli ospiti, musica a tutto volume, caffettiera sempre calda, bollitore ed esperimenti culinari sempre disponibili per amici e clienti (i quali spesso coincidono).



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Una apertura a 360* contraddistinta da una forte dose di entusiasmo..
Questo non ci manca! Crediamo molto in questo lavoro, nel gruppo e nella collaborazione!A questo proposito Casavisual approfitta gentilmente di questo spazio per annunciare che il proprio orticello non è recintato, chiunque abbia voglia di entrarci, arare il terreno, piantare altri semi e specie di ortaggi, arredarlo, farci un barbecue, unificarlo con il proprio, è ben accetto! Un orto grande e curato da mani esperte dà più frutti per tutti.

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Trovate  Casavisual  qui e su fb. photo b0bfe6ad-8bc8-424f-9743-5acb42375fea_zps9bdac2a1.jpg

Intervista a a cura di Nostal_chic



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