lunedì 13 maggio 2013

Sardorialinks: Takoma ventosi, fiori, copertine di Vogue, la Queeresima e chef vegani molto cruenti.


The Walk



E' uscito "The Walk", il nuovo video dei Takoma. Girato da Francesca Cavallet e pervaso da mood ventoso, accompagna uno dei pezzi più belli di The Good Boy Sessions, album che vi consiglio fortemente.
(Trovate i Takoma su facebook e su soundcloud)


Flower Power

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"Florals? For Spring? Groundbreaking." Diceva Meryl Streep in quel filmettino che andai a vedere al cinema con la mia famiglia convincendo mio padre ad entrare via falsa speranza di vedere un film con Bruce Willis, esplosioni e bone in canottiera.
Mio padre mi odia ancora di più dal giorno ma Meryl/Miranda aveva ragione eppure non riesco a smettere di guardare board di Pinterest a tema. La migliore è quella di Michael Shettel (qui) ma ne troverete altre se vi sentite dell'umore giusto, pare che siano sempre in trend, ça va sans dire.

Esercizi di Stile

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Il 9 Maggio la fotografa Stefania Paparelli ha presentato da Love Retrò, in collaborazione con Lollove, alcuni suoi ritratti ispirati alle copertine anni'70 di Vogue. Sia io che Nostal_ abbiamo gradito molto e vi consigliamo caldamente di andarli a vedere, saranno esposti in Via Sulis 26 fino a metà giugno.
E se vi pungesse vaghezza compratemi un vestito, Alice conosce la mia taglia.


Queeresima

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The SarDorialist supporta come sempre le iniziative dell'ARC cagliaritana che quest'anno, il secondo consecutivo, propone 40 giorni di incontri ed eventi fino al 29 Giugno, giorno del Sardegna Pride. 
Le ragioni che ci spingono a supportare l'ARC sono molteplici e fra queste spiccano l'intelligenza e la capacità degli organizzatori di interessare, comunicare, far riflettere e divertire.
Potete aderire qui, mantenervi informati sugli eventi tramite il sito e interagire tramite la pagina facebook.


Vegan Black Metal Chef



Oggi è lunedì e per chi partecipa al Meat Free Monday è il giorno in cui si sperimentano ricette senza carne. Nella marea di siti di ricette vegetariane o vegan spicca uno dei miei canali youtube preferiti al mondo, quello di uno psicopatico isterico meraviglioso che insegna a cucinare vegano cantando le ricette in growl e tagliando le verdure con un'ascia.
Il canale youtube è questo ma ha anche un sito.
Il video che vi propongo si chiama "Heil Seitan" e inizia con lui che toglie il seitan dalla plastica cantando "Seitan I release you from this prison".
Lo amo.


Vostra sempre e di palo in frasca più che mai
@velvetuzi















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lunedì 22 aprile 2013

Berenice La Ruche, le burle di Magritte e la cura contro il Mal D'Estro


Se le tue opere fossero una medicina che cosa ti piacerebbe curassero? 
Vorrei che fossero un unguento contro il Mal d'Estro, malattia che ha le fattezze di terribile mostriciattolo sotto il letto e che distorce il mondo, facendolo apparire tutto dritto, lineare, composto e ben pettinato, grigriastro e terribilmente impolverato.

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Femme Fatale

Lei è Berenice La Ruche, un’illustratrice di Cagliari che mi rapisce fin dal primo disegno per la sua femminile delicatezza, un’esplosione di colori e profondità. Un folletto saltellante che parlando delle sue opere mi rivela di avere un feticismo irrecuperabile per la carta e i pennarelli ("Se incontro un cartoncino spesso e ingiallito, è fatta: giuggiole repentine!").

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Sabolgia Muzik

Che materiali utilizzi per realizzare le tue opere?
Ultimamente sto sperimentando con gran divertimento le matite colorate, nude oppure in combinazione con i pennarelli.

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Turbocuore

Qual è il tuo modo di affrontare un disegno, com'è l'approccio iniziale?
La nascita di un disegno è sempre un'incognita e contiene un altissimo tasso di spontaneità; non parto mai da un'idea precisa, lascio vagare la testa mentre la mano saltella sul foglio. Succede che, durante queste divagazioni, abbassi lo sguardo e mi ritrovi davanti al naso una bellittedda imbronciata o una selva intricata di fiori. Non faccio mai degli schizzi preparatori così come non uso mai la matita per tracciare delle linee guida; parto direttamente con l'inchiostro nero, traccio i contorni e le forme e comincio a colorare (quella è la parte più ‘sorridevole’). Alterno questi due gesti finché il risultato diventa pieno e soddisfacente ai miei occhi. Il primo colore che utilizzo è il rosso per riempire le labbra delle signorine, perché mi aiuta a decidere tutto il resto."

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Magritte col mal di pancia

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Scaglie

C'è qualche immaginario a cui ti ispiri e a cui che ti piacerebbe rimandare?
Mi piace disegnare figure femminili e animali, spesso immersi in una flora all'interno della quale si possono avvistare occhi, ciglia lunghissime, code di sirena. Mi nutro di immagini, siano esse fotografie, illustrazioni, pitture, lavori grafici, e ho una lista pressoché infinita di riferimenti artistici da cui attingo lucido per occhi e bellezza.
Da questo immenso calderone ribollente spuntano spesso Modigliani, Rebecca Dautremer, Emmanuelle Houdart, le storie dei pirati, il conte Dracula, Yves Klein e i suoi blu lisergici, Virginia Mori, i vecchi ritratti in bianco e nero di signori baffuti ed elegantissimi, le righe, Gianni Rodari, le burle di Magritte."

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S / Sono solo cattivo / Hola La Poyana@Muzak 

http://berenicelaruche.tumblr.com/
https://www.facebook.com/berenice.laruche

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A Carlo


Intervista a cura di Nostal_Chic



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sabato 9 marzo 2013

Welcome to my Mondo o di sinergie, popstar giapponesi e molto altro


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C'è stato un momento, quest'estate, in cui SBAM! la sottoscritta si aggirava in abito da sera, in pieno pomeriggio a Cagliari mentre una troupe girava il video di Julie, una cantante pop giapponese.
Senza toccare nemmeno un acido, voglio dire, stava accadendo davvero.
Ora, voi la chiamerete pure comparsata ma con mia zia Iole ho usato la parola cameo, così, perchè io valgo.
E a parte il mio coinvolgimento (immeritatissimo) nella questione, il team che lavorava all'evento è quello di Welcome 2 My Mondo e valeva la pena di chiedere loro alcune spiegazioni.

Prima di tutto mi piacerebbe parlare del link col Giappone. O c'è una relazione abbastanza marcata o io vedo legami dappertutto, un pò come i miei amati cospirazionisti internettiani. Shibuya citava un quartiere nipponico e il primo incarico della neonata Welcome To My Mondo è stato il restyling dell'immagine di Julie, una popstar giapponese. Come nasce questa sorta di gemellaggio? A parte la scelta del quartiere, crocevia blablabla, perchè il Giappone? Perchè forse Enrico era un fissatissimo di cultura nipponica alle superiori e se sapeste che una volta ho letto un manga al contrario commentando alla fine: "Mah, i disegni bellini ma la storia un pò confusa..." mi giudichereste?
ENRICO CICCU: La storia sarebbe stata addirittura più contorta se l'avessi letto per il verso giusto: i manga vanno letti a salti.
Come mai il Giappone, eh? Un po' voluto, un po' per caso: si dice che ciò che desideri alla fine accada. Posso dire che galeotto fu un video, e chi ce lo propose. Giorgia Zedda, allora presidentessa di Nihon Bunka (associazione culturale che si occupa di portare la cultura giapponese in Italia) mi propose un progetto per una grossa azienda giapponese: e-talentbank LTD. Il tema era interessante: un messaggio di speranza da mandare alle vittime dello Tsunami. Ci siamo messi all'opera onorati di lavorare con Gionata Mirai (Teatro degli Orrori), che ha curato la musica,  e realizzato questo.
Il video è piaciuto parecchio, è stato stampato e consegnato e ha riscosso un buon successo mediatico. Quello che non ci aspettavamo era di essere contattati da Erika Rossi, manager della sezione internazionale di e-talentbank, e da lì tra una skypata e un incontro al Lucca Comics sono state gettate le basi per la partnership. Formalizzata a Tokyo a maggio, tra ali di pollo fritte e il devastante Makkori (birra + yogurt) che ora è la bevanda ufficiale di W2MM (vero ragazzi?).

Leggo che Welcome To My Mondo è uno spin-off di Shibuya. Come nasce l'idea? Di cosa si tratta esattamente?
E.C: Welcome to my Mondo (il nome è del geniale Mauro Congia) nasce per offrire tre servizi: lookalization, studio d'immagine e social media marketing.
La Lookalization è il progetto che stiamo portando avanti con e-talentbank, e consiste nel “ricreare” e adattare l'immagine di un brand, prodotto o artista giapponese al mercato occidentale, e viceversa. Questo nome riassume in realtà un processo creativo e manageriale molto complesso, che a seconda del cliente va dal look all'arrangiamento musicale, dal marketing al social media management. Insomma, è un “pacchetto completo”.
A questo, si aggiunge la flessibilità che da sempre ci consente di affrontare qualunque tipo di progetto.
PIERO ZILIO: Io sarei il lato oscuro di W2MM, il CEO, il responsabile dei Public affairs, insomma… quello che prende le decisioni sbagliate e vende fuffa... Ecco la mia versione rivista e corretta.
Mentre l’attività di Shibuya tendeva a concentrarsi prevalentemente su produzione video e web design, la joint venture con i giapponesi ha richiesto un approccio più ampio e armonico, in grado di legare la storica produzione web e video con quella musicale, la gestione del look e dei social media. W2MM nasce come spin-off in grado di gestire tanto la semplicità del mercato locale quanto la realizzazione di progetti complessi di portata internazionale. Con W2MM il discorso si sposta al livello di visual identity a tutto tondo, e in questo senso la stessa Lookalization (Look + Localization) è una sorta di variazione sul tema: lo studio d’immagine sul piano glocal. Prendiamo un prodotto che ha già una sua immagine in Giappone e lo “traduciamo” in Europa, adattando l’immagine al gusto estetico e al contesto occidentale.
Lo ammetto, mi sono stupito anch’io quando ho scritto “glocal”. Ora devo solo riuscire a infilare “sinergie” in qualche altra risposta e sarò completamente soddisfatto.

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Ho avuto occasione di osservare il vostro lavoro con Julie dietro le quinte di Johnny Guitar e per me avere la possibilità di essere lì è stato entusiasmante ed istruttivo. Osservavo il montaggio del carrello come un gattino osserva un barbecue di pesce e quando passava Julie le dicevo che l'unica parola che conoscevo in giapponese era "Kawaii". Lei mi guardava con divertimento misto a molto sconforto.
Mi è piaciuto il fatto che lavoriate duro ma l'atmosfera non sia mai troppo tesa e poi, sorpresa! In Sardegna non produciamo solo disperazione, fumo di fabbrica in crisi, mutazioni genetiche vicino ai poligoni e tifosi del Cagliari ma anche professionalità valide e diverse. Non voglio fare polemica (che poi è quello che dico quando è vero il contrario) ma mi è sembrato che una troupe sarda che si materializza nel cuore della città per girare un video destinato al mercato internazionale, avrebbe meritato più visibilità mediatica. D'altronde avevo detto ai miei che sarei diventata famosa. Qualcuno forse boicotta la mia ascesa al successo? E scherzi a parte, c'è stata differenza fra i feedback isolani e quelli giapponesi? So che siete stati a Tokyo per il lancio del video e del singolo...
E.C: Beh, in effetti l'accoglienza della stampa sarda, parlo di QUELLA stampa sarda, mi ha un po' deluso. Non per me eh, come scrissi a tempo debito in un post su Facebook io il mio ego l'ho già saziato.
Mi dispiace perché al progetto Julie hanno lavorato 80 SARDI, una troupe immensa tra fotografi, trucco e parrucco, cameramen e assistenti, stylist, comparse, attori, in cui ciascuno ha dato il suo insostituibile contributo ed è stato bellamente ignorato. 
Avrei voluto che si notasse che si tende a considerare i sardi come individualisti e poco propensi al lavoro d'équipe, quando invece – e me lo confermi tu stessa perché c'eri – insieme riusciamo a fare grandi cose. 
Inutile dirti che a Tokyo il progetto ha riscosso un enorme successo, suscita curiosità, ne parlano in radio, sui blog, su magazine online, ne hanno parlato in un libro sul marketing musicale in Giappone. Tra l'altro il video è in prima posizione da 3 settimane nella personale classifica di George Williams, DJ e blogger musicale americano molto attivo in giappone nella scena indipendente. E son soddisfazioni!
DAVIDE SARDO: La stampa sarda non mi ha deluso, anzi. Ha confermato fino ai minimi dettagli quanto già penso di lei, di chi la detiene e di chi ci scrive. Ma grazie al cielo l'informazione non si fa più sui giornali.
Il discorso dell'accoglienza è più interessante. Qua abbiamo ricevuto soprattutto complimenti (spero sinceri) di persone che già conoscono ed apprezzano il nostro lavoro, mentre in Giappone abbiamo ricevuto non solo commenti positivi e pacche sulle spalle, ma anche delle critiche sensate e condivisibili che provano che il lavoro è stato valutato con attenzione, a dimostrare quanto sia stato preso sul serio. E questo per me vale molto più di un “bravi ragazzi, che figata!”
P.Z: Colgo l’occasione per dimostrare la mia natura (suicida) ribelle.
Onorevole Art Director (Enrico), Onorevole Music Producer (Davide): vorrei comunque ringraziare Jacopo Basanisi e Maria Grazia Pili, i due giornalisti che nonostante tutto hanno trovato il modo per raccontare la nostra partnership con i giapponesi sulla stampa locale.
Onorevole Intervistatrice: invecchiando si tende a ripetersi, e io a ripetermi. Sotto la punta dell’iceberg che luccica al sole il prodotto principale è stato di fatto il nuovo EP “J” (lo trovate QUI).
Su questo aspetto basta ricordare come Kasuya-san, presidente della IRc2 Corporation (produttrice di “Battle without honor or humanity”, il brano usato da Tarantino in Kill Bill) sia venuto a Cagliari per affidarci la produzione musicale del disco con cui Julie sarà conosciuta in Asia e in Europa. Intorno a questa musica è stata cucita la nuova immagine della cantante, sono stati realizzati due diversi photoshooting, il video musicale cui hai assistito, lo stile “cocktail rock” declinato in trucco, acconciatura e abbigliamento, logo e merchandise, web e social media… in due settimane. Il tutto ha richiesto un attento lavoro di analisi e progettazione dietro le quinte, poco visibile, ma sicuramente indispensabile alla riuscita del progetto. Insomma, sotto la superficie dell’acqua l’iceberg è bello grosso e rappresenta il vero valore aggiunto di W2MM!

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Ciccu, Zilio e Sardo (sono peraltro dei belluomi)

Com'è stato lavorare con Julie? Ci sono state cose che sono filate sorprendentemente lisce e cose più difficili? La combo sardo-nipponica è stata efficace da subito?
E.C: Mmmmmm....... domanda difficile. Proviamo. 
Julie è quello che da noi si definirebbe “unu personaggiu”. È una persona con un carattere molto forte e indipendente, e soprattutto molto schiva. Non si è integrata molto bene all'inizio, anche perché è stata “spedita” tipo pacco postale e abbiamo cominciato subito a lavorare senza darle il tempo di ambientarsi. Capisco benissimo lo stress cui è stata sottoposta, comunque verso la fine si è sciolta e ha legato un po' con tutti.
Invece i manager, produttori, insomma tutta sa cricca di giapponesi si sono ambientati subito e si sono innamorati di Cagliari (uno di loro vuole comprare una casa qua): tra gente fantastica, cibo, sole mare, torneranno a trovarci. Anzi, Tatsuro – il nostro partner che ormai è un fratello per me – è già passato a trovarci di ritorno da Londra. E ha conosciuto l'assenzio del Bohemien...
D.S: Confermo quanto detto da Enrico, Julie è una persona di carattere ma riservata, e trovarsi circondata da estranei che le dicevano cosa fare non dev'essere stato facile per lei. Io ho avuto la fortuna di lavorarci dentro lo studio di registrazione, un ambiente che evidentemente le è molto congeniale, e mi sono trovato davanti una ragazza molto gentile, professionale e simpatica, e ostinatamente votata al lavoro e al risultato.
P.Z: SINERGIE! Ce l’ho fatta, l’ho infilato!



E ora cosa succederà? Julie sbarcherà in Europa? Avete altri progetti in cantiere?
E.C: Julie è pronta per sbarcare in Europa, e si lavorerà su 2 fronti: quello giapponese e quello europeo. Stiamo progettando per lei un tour, la partecipazione a festival ed eventi, e qualche altro progetto di cui non possiamo ancora parlare (scaramanzia).
Posso solo dirti che stiamo per prendere una decisione MOLTO IMPORTANTE per il nostro futuro. E che avrà un grande impatto su W2MM...
D.S: Il lavoro su Julie è in realtà appena iniziato e non si esaurisce in un EP e un video. Ovviamente verrà a cantare in Europa al più presto, ovviamente ci saranno altre produzioni, e ovviamente ho già pagato un sicario per uccidere le concorrenti più pericolose.
Nel frattempo continuiamo ad oliare e mettere a punto la macchina delle relazioni col Giappone mantenendo lo spirito con cui le abbiamo iniziate, ovvero trovare strumenti flessibili e innovativi che si adattino alle situazioni che cambiano. 
P.Z: Dimenticavo, in qualità di direttore marketing ho anche un piano B nel caso in cui dovesse andar male con la Lookalization: commercializzare il Makkori in Europa, ma è un segreto, non lo dire ancora, sarà la chiave del nostro successo...

@velvetuzi



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lunedì 4 marzo 2013

5 Things! My Vintage Skateboards Edition

Ok, incontrate un collezionista di tavole da skate e non gli chiedete di selezionarvene 5?
Ecco le favorite di W.M... Thanks Man!

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Lucero Ltd /jeff grosso /by John Lucero /1989


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Powell Peralta /Mike McGill /by Sean Cliver /1989


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Santa Cruz/Street Creep /by Jim Phillips /1989


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Blind/Jason Le/ by Marc Mckee /1991


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H-Street/Jason Roger /by Francesco "Jekill"Albertini /1989
♡♡♡

Yours Truly
Nostal_Chic


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mercoledì 6 febbraio 2013

ExpoSe.NSE #00:cose belle scritte con una bic


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Quei due, per farla breve, non me la raccontavano giusta da un pò. Si era capito che covavano qualcosa e che quel qualcosa aveva a che fare con foto e web ma non era chiaro come e quando e dove (sito? rubrica?esposizione?).
Sto parlando di Nicola Massa e Antonio Pintus , due nostre vecchie conoscenze, e il progettino che bolliva in pentola è un web magazine che si chiama ExpoSe.NSe. Ieri è stato presentato il numero 00, lo trovate qui.

Ho sempre preferito quelli che fanno a quelli che osservano e, pensandoci, ho deciso che mi piacciono moltissimo quelli che osservano e fanno, il chè è esattamente ciò che sono i fotografi.

I due si sono gentilmente sottoposti a nuove domande sarDorialiste, le stesse per entrambi. Sono cosciente che quella che io chiamo intervista loro potrebbero chiamarla stalking.

Per prima la domanda che tutti amano odiare: perchè il nome ExpoSe.NSE?
N.M e A.P ExpoSe.NSE (con il punto che graficamente ci piaceva molto) vuole essere un mix di alcune parole tutte legate alla fotografia.
 Expose come esposizione, 
Sense come il senso e l'occhio del fotografo, usati per la cattura degli istanti giusti (si, anche quelli "improvvisati" con lo smartphone).

Dall'idea alla realizzazione del magazine quanto tempo è passato?
N.M E' successo questo: un giorno di Gennaio, io ed Antonio durante un giro a Villanova (a Cagliari insomma), abbiamo fantasticato su quanto sarebbe stato interessante convogliare tutte le foto fatte con lo smartphone su un piccolo magazine. 
Ognuno di noi, per conto proprio, ha continuato a fotografare e dopo un mese, appena dopo un pranzo sostanzioso, abbiamo dato vita ad una full-immersion su iBooks Author che ci ha portato alla realizzazione del magazine.
A.P Come dice Nicola, complice di buone idee è stata una passeggiata fotografica, a gennaio, con Hipstamatic. Strade, stradine, angoli e altre belle cose nei quartieri del centro di Cagliari, incorniciata da una bella giornata nel pomeriggio a scadere (si, insomma nelle golden hour). Abbiamo poi raccolto idee e passioni personali, quindi in circa un mese di lavoro abbiamo dato vita al primo numero, con un processo iterativo serrato, quasi da ingegneria del software.

Qual è il peggior difetto di un fotografo? E il miglior pregio?
N.M Telegrafico: Il difetto è la supponenza dopo pochi risultati ottenuti. Il pregio di un bravo fotografo è la capacità di dare un taglio personale alle proprie fotografie. Anche quelle fatte con lo smartphone.
A.P La barba! ;) Scherzo. non sono un fotografo, nel mio CV breve mi definisco in questo modo; quindi non saprei dire con precisione. Però penso che, in generale, i peggiori difetti possono essere rappresentati dal perdere facilmente la curiosità, tradendo l'occhio che, poco allenato, non "vedrà" più; poi, il dar troppo peso alla tecnologia, ossessivamente. L'avanzare della tecnologia rende le foto sempre più nitide e definite, ma (per fortuna) questo non si traduce automaticamente in un dar loro un'anima.
Il miglior pregio è l'essere curioso e saper vedere dove gli altri sanno solo guardare. E poi l'umiltà.

ExpoSe.NSE è aperto a nuovi eventuali collaboratori: chi vi piacerebbe avere nella squadra? Che caratteristiche dovrebbero avere i candidati? (E se fossero androidiani?)
N.M Ben vengano gli Androidiani! Non siamo "razzisti" e siamo aperti a nuove collaborazioni per ogni numero!
 Chi vuole collaborare con noi deve sapere che vogliamo raccontare storie fotografiche. Quindi chi si propone deve avere un piccolo progetto fotografico che racconti qualcosa. Come ho detto alla prima persona che si è "candidata", la storia deve avere un filo logico o logicamente illogico.
A.P Abbiamo già pensato di continuare questo percorso includendo delle fotografie, una storia e/o un racconto, di un "ospite" per numero. Molte persone ci stanno già contattando. Siamo ben contenti di ricevere tutte le vostre proposte, Androidiani o meno, ci mancherebbe, a patto che abbiano Hipstamatic (Hipstamatic esiste solo per iOS ndr). Scherzo, il modello di smartphone non conta, conta invece quanto viene prodotto e proposto. Contano le storie!

Chi è il vostro instagrammer preferito?
N.M Il mio instagrammer preferito ha un nome ed un nome utente: Roberto Cifarelli alias cifo64 perché dimostra di essere uno dei fotografi più bravi in Italia sia con la reflex che con Instagram (le foto che pubblica son fatte con lo smartphone e si vede!)
A.P Ahi… ve se sono tanti, ma se devo sceglierne uno, che poi è una, è @samsamantha, che è anche un'amica. Straordinario talento.

ExpoSe.NSE è una dichiarazione di intenti visiva, semplice e potente, un modo di raccontare/raccontarsi per immagini (belle) utilizzando un mezzo comune come lo smartphone bypassando tutta l'attrezzatura canonica dell'aspirante fotografo (reflex o analogica, cavalletti, obiettivoni costosi, robe aliene per convogliare la luce, supponenza, cazzi e mazzi). I due temerari, esponendosi alle ire dei puristi anti-instagram (ah, quanto mi piacciono! Ne ho parlato qui), si sono affidati ad un mezzo popolare e controverso come un'app fotografica (hipstamatic) per un fine condiviso: raccontare una storia.
Sia chiaro che conosco i due giovanotti e so che non sono sprovvisti di attrezzatura tecnica di livello e forse anche per questo ho apprezzato il magazine: per la decisione cosciente di concretizzare un'idea utilizzando strumenti più semplici e spostando tutta l'attenzione sui soggetti e sul proprio sguardo.
Questo numero, il 00, spazia dai primissimi piani del progetto #realcommonpeople di Nicola alla Cagliari bellissima, vera e personale di Antonio passando per Alghero sotto un caldo sole invernale, citazioni dei CCCP e didascalie telegrafiche che dicono quello che c'è da sapere.

Per farla breve ExpoSe.Nse sembra una bella lettera d'amore scritta con una bic e, parliamoci chiaro, se quello che c'è scritto ti piace, noti davvero che le parole non sono state vergate da una Montbanc? Ti interessa sul serio?

Confido in un numero #01 e in altri a seguire.

A me delle Montblanc non è mai fregato un cazzo.

@velvetuzi


LINK UTILI

ExpoSe.NSE #00: 
http://issuu.com/exposensemag/docs/exposensemag00
Facebook: https://www.facebook.com/ExposenseMag
Twitter: http://twitter.com/exposensemag
Blog: http://exposensemagazine.wordpress.com/
Contatto: exposensemag@gmail.com
Instagram @nicomassafotografist
               @apintux



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domenica 30 dicembre 2012

Nuovi anni che iniziano




Un anno strano questo 2012.
Dice che doveva finire e invece siamo ancora qua a sperare che le giovani fanciulle cagliaritane capiscano che la combo jeansino skinny, hogan e camicina bianca burberry con fodera interna del colletto quadrettata fa sinceramente cagare.
Io non credo agli oroscopi e penso che il solo oroscopo buono sia quello morto nè mi colpisce particolamente Rob Brezsny che è solo un Branko gradito alla "gente giusta".
Se dovessi però dirla con chi ci crede, quest'anno non sono stata troppo simpatica a Saturno che, mi dicono, se si mette contro sono cazzi ma trattandosi di me, ho cercato di vederla più come una roba tragicomica à la Monicelli che à la Ozpetek.
E comunque si è ancora qua, alcune cose sono cambiate altre sono ritornate come Nostal_chic che dopo un periodo di pausa è tornata al sarDorialismo con delle sorprese in saccoccia.
Insomma, comunque sia andato il vostro anno noi vi auguriamo un 2013 migliore e speriamo di farvi ancora compagnia.

Buon nuovo inizio disgraziati!

@velvetuzi

PS
Grazie a Nicola "Dainocova" Porceddu per aver editato il video in un'afosa serata estiva, a Francesca Cavallet per TUTTO e ai Takoma per averci imprestato "Playground".


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martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale

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Ogni scusa è buona per strafogarsi di cibo buono e aprire pacchetti regalo.
Siate belli come al solito.
E sereni più del solito.

Velvetuzi&Nostal_chic
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giovedì 8 novembre 2012

5 cose che fa figo odiare ma anche no.


L'odio è un sentimento interessante. Ti ammazza, ti avvelena e non ti fa bene, come le sigarette, ma c'è un certo piacere, sottile, perverso nel fare un bel tiro di tabacco dopo il caffè, n'est pas?
Come ogni cosa preziosa e letale, di quelle cose che se foste un monaco buddista dovreste totalmente evitare (ricordate che l'odio rende infelici), l'odio va centellinato e questo lo s'impara normalmente dopo i 18 anni. Dopo quel periodo di odio ad ampio raggio e lunga gittata che è l'adolescenza dunque, le persone intelligenti e sane passano ad un concetto di odio più mirato. Avviene un simpatico switch: le granate d'odio si trasformano in fucili di precisione, laser di minuscolo diametro, estremamente dannosi e precisi.
E' l'età adulta baby.
Ora, coloro con i quali me la prendo in queste due amorose righe sono quelli che fanno dell'odio la propria bandiera cool scagliandosi violentemente su obiettivi enormi e sbagliati. Gente che più che sparare sulla Croce Rossa spara proprio sulla sede afghana di Emergency.
Di giorno.
Quando ci sono i bambini e le mamme in fila per il vaccino.
Molto male ragazzi, molto male. Il bersaglio è troppo semplice. E totalmente inutile. E pur non essendo esattamente una groupie degli Zen Circus (che comunque hanno un live set interessante) appoggio quella frase di una loro canzone che dice (attenzione chè potreste riconoscervi qualcuno): "Esser stronzi è dono di pochi, farlo apposta è roba da idioti".
Vado ad elencarvi dunque 5 famosi bersagli dell'odio di molti di voi che secondo me dovreste rivalutare con più attenzione e ve lo dico senza umiltà, come mio solito.

OBAMA
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Obansky

Ve lo dico oggi, alla luce del recente successo elettorale che ho festeggiato postando questa roba nella mia bacheca di facebook: odiare Obama o fare quelli che chissenefregadelleelezioniamericanesonotuttimerde non vi porterà da nessuna parte. Le elezioni americane sono, per noi europei, per noi italiani in particolare, più importanti delle elezioni nel bel(?)paese e questo perchè non siamo che una piccola provincia dell'Impero e l'aria che tira a Washington ci condizionerà molto più dell'aria che tira a Palazzo Chigi che poi è come dire, banalmente, che i giochi si completano nel salotto padronale piuttosto che nei bagni delle cucine del seminterrato.
Vedetela così, siamo in una remota provincia della Gallia e seguiamo con interesse ciò che succede a Roma.
Nel 120 a.C.
Ecco che, capite bene, interessarsi alle elezioni americane diventa la cosa intelligente da fare.
Grandi sorrisi poi verso gli hater di Obama perchètantoècomeglialtri. Da poco ho letto da qualche parte un commento che avrei voluto scrivere io (ma non l'ho fatto, ahimè): i democratici americani sono LA DESTRA e i repubblicani sono LA DESTRA ESTREMISTA. Detto questo ragazzi miei, fra i due candidati non ho avuto problemi a preferire Obama esattamente come preferirei una colica renale ad una nevralgia del trigemino.
Yes we can.

KEVIN SYSTROM E MIKE KRIEGER
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No, non sono amici miei, mi piacerebbe ma no.
Questi due sono gli sviluppatori dell'app che amate odiare: Instagram.
Ho letto status anti-instagram francamente imbarazzanti. In genere si tratta di stizziti neocultori dell'arte fotografica o, se preferite, gente reflex-dotata che possiede un account flickr, quando non un sito personale, in veste di fotografo. Ho letto, vi giuro, riflessioni su come instagram UCCIDEREBBE la fotografia.
Ahahaha.
Ahaha.
Ah.
Lasciate che vi dia una mano: la fotografia sta ad Instagram come la letteratura sta a Twitter. E' solo un altro mezzo, tutto qua. Steve McCurry è preoccupato dell'avvento di Instagram come Philip Roth si dilania a gran voce per gli status di facebook come espressione di sè. A nessuno frega un cazzo ragazzi, fidatevi.
Qualche mese fa ne parlavo con Sara dei Diverting Duo, all'epoca era alle prese con lo shooting di Outset, il loro video girato interamente in lomoKino (l'avete visto? Dovreste, ecco il link). Le ho chiesto cosa ne pensasse e lei mi ha risposto, pacata e intelligente come sempre, che instagram è un modo come un altro di dire qualcosa e che non vedeva niente di male nell'avere una nuova occasione di avvicinarsi alla fotografia: puoi esprimere cose interessanti o cagate colossali, fa parte del gioco.
Non posso che essere d'accordo, d'altronde non mi interessa nemmeno che cani e porci abbiano macchine fotografiche da 2000 eurodollari e spocchia a buttare.
Ho un account instagram e ci posto foto di cani, gatti, cibo e inutilità di varia natura, non obbligo nessuno a seguirmi e non seguo gente che non mi interessa.
Il grido d'allarme salva-arte di una manica di attivisti dello scatto che usano come megafono un social network qualunque per denunciare la banalizzazione dell'oggetto X a caso da parte di un altro social network è francamente risibile. Lo è soprattutto se viene da gente che compra obiettivi che costano quanto lo stipendio (lordo) di mio padre e non riescono a cavarne fuori niente di significativo mentre qualunque coglione con uno smartphone e due filtri gratis ottiene il loro stesso risultato. Quando non migliore. La verità fa male, lo so.
Rilassatevi, Instagram non ucciderà la fotografia più di quanto non facciate voi e i vostri dannati lavori col watermark.

CHIARA FERRAGNI
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Ok, la ragazza qui sopra non è Chiara Ferragni ma Leandra Medine. Hanno la stessa età (credo) e un background per certi versi simile: buona famiglia, molti vestiti, un blog.
La differenza sta nel fatto che il blog di Leandra Medine (The Man Repeller) sia un prodotto di qualità con una scrittura ironica e divertente e lei abbia un gusto molto personale in fatto di moda, uno stile che può non piacere a tutti (si è parata il culo già dalla scelta del titolo la furbacchiona), tutte cose che la Ferragni, per ovvi limiti qualitativi non può vantare. E' un paragone impari e scorretto quello che propongo, come paragonare i successi al botteghino italiano di Pieraccioni e quelli di Haneke. Andiamo, vogliamo ancora star là a odiare Pieraccioni perchè la gente ride quando lui, goffo provinciale, si accapparra la meglio gnocca straniera in barba a tutti? La Ferragni fa bene quello che deve, parlare ad un pubblico che, in parte, la conosce grazie alle frotte di hater che la sponsorizzano in ogni dove in un trionfo (o epic fail, fate voi) di psicologia inversa.
A me Chiara Ferragni è molto utile, non seguo il suo blog da tempo ma se mi capita di guardare una sua foto con dei nuovi gingilli fashion mi faccio immediatamente delle domande sincere. Se ho guardato con curiosità un paio di scarpe e gliele ritrovo addosso c'è qualcosa che non va nel mio gusto, forse devo pensarci un pò meglio. Se un brand la sceglie come testimonial c'è qualcosa che non va e dunque forse è meglio che quel brand non lo indossi io (ciao Furla, mi avete persa per strada ma chevvvefrega? Avete guadagnato altre 10000 clienti, chapeau!). E via dicendo.
E' un pò la vecchia storia di quando mi volevo fare l'ombrè ai capelli, per poi notare che tutte le disperate che vanno a corteggiare i tipi di Maria De Filippi avevano l'ombrè ai capelli e, dopo aver fatto due veloci calcoli, capii che non era il caso di decolorarmi le punte come una finta surfista australiana di Brescia che sbraitava nel pomeriggio di canale5.
Chiara Ferragni è il faro che illumina il cammino che non devo percorrere, è Scilla e Cariddi che minano la decenza del mio peschereccio, è un monito divino e io la ringrazio e vi dirò pure che per il servizio che mi fa merita tutti i soldi che guadagna grazie al suo codazzo di ammiratori e detrattori.
Non capisco nè gli uni nè gli altri  ma men che mai la maggior energia posta nel sentimento dei secondi.

TERRY RICHARDSON
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Terry e suo papà Bob

Dai, adesso tutti odiano Terry? Perchè è ROZZO? Perchè è VOLGARE? Perchè è un PORCO?
Certo che lo è dannazione, se non lo fosse sarebbe Mario Testino!
Abbiamo bisogno di un Terry Richardson fra un TimWalker e un Miles Aldridge esattamente come abbiamo bisogno di Belladonna fra Charlotte Rampling e Judy Dench. Perchè è un'altra cosa, perchè è patinato ma c'è qualcosa di sporco e sbagliato e irrimediabilmente viscido in quello che fa.
Ne ho già scritto qui e continuo a pensare che gli hater di Terry siano come le ragazze convinte che comprare qualcosa di Margiela da H&M sia come possedere davvero un Margiela. Non c'è niente di sbagliato in voi care, avete semplicemente sbagliato indirizzo. Basta rendersene conto. Se non ve ne doveste rendere conto nemmeno in camerino però, beh, lì avete un problema. Un grosso problema,

CLIO aka CLIO MAKEUP aka CLIO DI REALTIME
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Clio ha delle grosse responsabilità, non lo nego. Tutti quei trucchi volgarmente colorati, tutte quelle imitatrici farlocche su youtube, tutte quelle disgraziate in comitiva che da Sephora non mi consentono di ammirare in santa pace il tester di un fondotinta Sisley a 98 eurodollari che, settimanalmente, mi parla, parla proprio a me! E mi rivela cose importanti. L'ultima volta mi ha rivelato. "Velvetuzi, ancella spiantata, qui te lo dico e qui te lo nego, non comprare la tinta per labbra YSL chè costa come un mese di palestra e tu non stai più andando in palestra. Vuoi forse avere le labbra Brun Glacé e il culo flaccido? E' questo quello che vuoi? Ora rifletti e genuflettiti in preghiera di fronte allo stand della Strivectin. Va in pace.".
Tornando a Clio, ella non è Pat McGrath ma una che fa i tutorial di youtube e tutte le altre, a parte qualche raro caso, sono solo tipe che sono arrivate dopo e fino a chè le velate critiche o le prese per il culo non arrivino da gente come le Pixiwoo o Lisa Eldridge, beh, Clio rimane quella che ha più presa sul pubblico per cui no, se odiate Clio perchè non è Alberto De Rossi, non avete ragione e siete completamente fuori strada. Lo sareste anche se criticaste Diva&Donna perchè non ci scrive Jonathan Franzen e andiamo, potete fare di meglio.

L'odio è un sentimento interessante. Usiamolo con buonsenso.

Guardate che comunque vi abbraccio e vi bacio.

@velvetuzi
 Instagram (WARNING! Potrebbe uccidere la fotografia)



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venerdì 28 settembre 2012

SarDoriartisti: Our favourite Pic Hunters Edition... Somewhere In Sardinia di Mirko Serra


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Qual è la tua parola preferita? Grazie. Cosa ti fa sentire vivo? Un'onda perfetta, un'immersione nel mare cristallino , condividere un'esperienza. Qual è il tuo posto preferito? Per ora il Pianeta Terra. Quale artista ammiri? Un ragazzo che si chiama Giorgio Casu. E' sardo ma vive a New York. Fa il pittore. Qual è il tuo cibo preferito? I ravioli con la ricotta fatti da mia mamma che hanno la sfoglia molto fine. Il sashimi, le frittelle di fiori di zucca. Qual è l'ultimo libro che hai letto? "La risposta è la domanda" di Alejandro Jodorowsky. Il penultimo "La fine è il mio inizio" di Tiziano Terzani. Quale talento vorresti possedere? Quello di poter mostrare sempre in maniera chiara quello che penso. Quale sarebbe la tua giornata ideale? Quella che sto vivendo. Qual è il miglior ricordo che hai della tua infanzia? Un giorno d'estate, uno dei tanti passati a camminare scalzo nel fango per innaffiare l'orto con mio nonno paterno. E poi il primo giorno che mio zio e mio padre mi portarono a pesca : era mattino presto e presi solo un piccolo pesce . Mi ricordo tutto alla perfezione, avevo 5 anni. Chi vorresti essere nella prossima vita? Non mi importa chi. Forse neanche ora vorrei essere qualcuno. Però una cosa la so: vorrei essere connesso più profondamente con la natura, il selvaggio. Avete visto Avatar? Qual è stata la cosa più bella che hai fotografato? Un'antropologa svizzera che allattava un babbuino piccolissimo a Nature Valley in Sud Africa. I babbuini hanno bisogno di essere cresciuti per diversi anni e di stare a contatto con i genitori. Per capirci, la piccola scimmia era orfana e dormiva insieme a lei. Qual è stato sinora il tuo più bel traguardo? Aver scoperto di avere iniziato a congiungere i punti perchè le esperienze fatte si uniscono a vicenda, comprese quelle che ricordo come negative e che inizialmente hanno portato solo tristezza . Quale indumento saresti felice di indossare per il resto della tua vita? Facile: infradito bermuda e t-shirt. Cosa ti fa piangere? Il rendermi conto periodicamente che non mi sto esprimendo come vorrei. Cosa ti fa ridere? Le esclamazioni in slang, quelle che capisci solo se appartieni a quel posto, oppure se ci stai per un po. Le battute trash dei miei amici. Cosa fa di un amico un buon amico? Il saper ascoltare. Il mio miglior amico è uno che ascolta molto e per questo mi reputo molto fortunato. Ti sei mai innamorato? Si, follemente. Cosa significa libertà per te? Significa portare avanti tutte le mie passioni. Full time. Quando è stata l'ultima volta che hai aiutato uno sconosciuto? Un paio di giorni fa somewhere in sardinia... Ho dato un indicazione a dei turisti inglesi che si erano persi . Senza cosa non sapresti vivere? Non posso vivere per troppo tempo senza il mare. Già l'idea che non sia vicino non mi piace molto. Qual è la cosa più bella che tu abbia mai visto? Una balena nel riflesso della luna, nell'oceano davanti alla costa est Australiana. E un  ragazzo che raccoglieva in riva  tutti i rifiuti che il mare portava. Qual è l'odore più bello del mondo? Quello della Sardegna quando torni da un lungo viaggio. Credi in una qualche divinità? Pratico il buddismo, perciò non credo in nessuna divinità. Credo che il divino sia la vita in qualsiasi forma. In quale personaggio del cinema o dei libri ti identifichi di più? Dei cartoni animati va bene lo stesso? Conan e, a volte, Sampei. Qual è la cosa più importante che hai imparato? Che tutte le persone hanno una parte pura, anche se a volte è molto difficile da scoprire. Da chi vorresti essere baciato? Dalla mia fidanzata! Qual è la tua più grande ossessione? Non raggiungere l'armonia in un progetto che sto portando avanti. Di qualsiasi genere esso sia. Quali valori o ideali ti guidano nella vita? Il rispetto, la pazienza, la costanza e la determinazione anche se non è facile tenerli sempre a mente. Come vorresti essere ricordato? Come una persona libera. Cosa vorresti fotografare delle cose che non hai ancora fotografato? L'aurora boreale.

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"Ma io non sono un vero fotografo, sono un pescatore!" Mi ha detto Mirko Serra quando gli ho proposto l'intervista. Eppure i suoi scatti sono bellissimi, raccontano la Sardegna come dei fotogrammi cinematografici efficaci, come un film in cui il regista conosce a menadito la situazione che sta raccontando ma ancora si stupisce della bellezza del soggetto.
La sensazione è che Somewhere In Sardinia sia qualcosa di piacevolmente familiare. C'è qualcosa che riconosci dietro un occhio che racconta quanto sia potente guardare il mare alle 8 di sera in agosto tanto per dirne una. O quanto possa essere pop il tavolino cun sa piarra (il tavolino in cui si mettono a seccare i pomodori d'estate). O quanto sembra enorme un'isoletta quando ti ci avvicini a nuoto. O eccetera. Cose semplici ma poderose.
Grazie ancora a Mirko, la pagina facebook di Somewhere In Sardinia è qui ed è bellissima.

@velvetuzi
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mercoledì 12 settembre 2012

5 domande al team di Alig'Art: la ricerca dell' (eco)felicità, un presidente che viaggiava in Renault 5 e un paio di appuntamenti galanti con l'arte del riciclo...


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Che si parli di red carpet ecosostenibili come quelli di Livia Firth, negozi ecocool come Eticando o belle signorine che s'imbellettano senza rompere le palle agli animaletti, qui su The SarDorialist siamo sempre stati attratti da iniziative che più che ambientaliste definirei intelligenti.
Non poteva sfuggire alle nostre domandone da mille mijoni di dollari la supercombo di Sustainable Happiness, collettivo cagliaritano che si occupa attivamente di sostenibilità ambientale tramite un sito, una pagina facebook molto attiva, diverse iniziative sul territorio e, soprattutto l'organizzazione un festival chiamato Alig'Art, una manifestazione famigeratamente nomen omen ("Aliga" è una parola sarda che indica i rifiuti, la spazzatura, le cose "da buttare" e "Art", beh, lo sapete: "Art" è il contrario della produzione musicale di Eros Ramazzotti).
Abbiamo dunque intervistato queste damigelle antispreco e proriciclo e loro, come sempre, non si son mica tirate indietro...

Ho assistito alla presentazione del progetto di quest'anno all'Interno 24 e il nesso fra voi e Thomas Sankara è subito apparso chiaro dopo il filmato che avete mostrato (parte del suo discorso del 29 Luglio 1987 ad una conferenza dell'Organizzazione per l'Unità Africana ndr).
La presenza del politico burkinabè suona molto naturale e in linea con i vostri principi quasi come se lui fosse stato sempre presente, in un certo senso, in molte delle vostre attività. E' così?


Abbiamo scoperto la figura di Thomas Sankara da poco ed è stato amore a prima vista, uno statista che ha avuto il coraggio di dire la verità, di "osare inventare l'avvenire". Un uomo integro che ha dato l'esempio ad un popolo affamato e sfruttato e che ha capito che senza un progetto ambizioso, senza un cambiamento personale non ci sarà mai un cambiamento globale. Un presidente rock'n roll che girava in Renault 5, faceva l'aereo stop e aveva una band.
Sì, Sankara è sempre stato con noi, solo non lo sapevamo...


Cosa dobbiamo aspettarci dal Festival di quest'anno? Come sta andando l'organizzazione? Ci saranno novità che ci potete anticipare?

Quest'anno aspettatevi un festival più organico, più ambizioso con ospiti che ci parleranno di soluzioni più che di problemi e che ci potranno ispirare alla ricerca di una via d'uscita da questa crisi che speriamo possa trasformarsi in opportunità.
Ci saranno due giornate di incontri sabato 20 ottobre e sabato 27 ottobre per un carico di idee ed energia per una vita più felice in linea con quello che diceva Sankara: la rivoluzione deve portare la felicità.
L'organizzazione è complessa come e più degli anni scorsi e la questione economica più spinosa ma in fondo in fondo i soldi non fanno la felicità...
Le novità saranno soprattutto nei laboratori che quest'anno spazieranno in molti campi ampliando il discorso rispetto agli anni precedenti, ci saranno esperienze forti in alcuni casi e divertenti in altri. I conduttori poi sono soprattutto dei professionisti e sono veramente fantastici: ne siamo molto orgogliose.

Siete ormai alla terza edizione di Alig'art e una delle cose che ho sempre apprezzato del vostro lavoro è che siate molto impegnate a fare informazione ma in maniera piacevole. Vi distaccate un po' dall'idea che generalmente si ha degli ambientalisti: esagitati, giudicanti, estremisti. Personalmente l'archetipo che ti ho appena descritto non mi fa troppa simpatia e credo allontani i non attivisti dall'impegno per la causa. A mio parere la vostra è la strada giusta: informare, intrattenere e sensibilizzare come risultato finale. Ci sono mai discussioni fra voi riguardo questo aspetto? Cosa pensate dell'approccio più duro di alcuni militanti? La pensate come me o credete che un'attitudine più aggressiva a volte abbia il suo perchè?

Crediamo che questa immagine di ambientalista incazzato sia funzionale ad un sistema economico e culturale che dell'ambiente si nutre e lo trasforma in merce. Bisognerebbe ripensare la collocazione dell'uomo nel sistema ambiente per rendersi conto che tutelare la natura è tutelare noi stessi e la qualità della nostra vita.
Ci sono moltissime discussioni tra di noi, anche feroci, e chiaramente le nostre posizioni variano nell'intensità ma cerchiamo sempre di trovarci a metà strada.
Ci rendiamo conto che molte persone non vogliono prendere in considerazione alcuni temi e che spesso il concetto di responsabilità personale spaventa, cerchiamo così di raggiungere le persone più distanti attraverso un approccio non estremo che riteniamo inutile e controproducente.

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Quando ero piccola mia zia mi regalò un libro che si chiamava "10 piccole cose che ognuno di noi può fare per salvare il mondo" in cui erano descritti una serie di accorgimenti quotidiani per ridurre il proprio impatto ambientale. E' da allora che fra le mie fissazioni da ossessivo compulsiva c'è quella di chiudere il rubinetto mentre mi spazzolo i denti per esempio e in tal senso leggere quel libro mi ha fatto risparmiare acqua... Quali consigli pratici mi dareste voi? Intendo quelle piccole cosine pratiche che se ognuno mettesse in atto farebbero la differenza...

Fai bene a chiudere il rubinetto! Ricorda anche di non esagerare con il riscaldamento e l'aria condizionata..
Possiamo ridurre i consigli a questo: consumare meno, consumare meglio e pensare alle conseguenze delle proprie azioni, sempre. Riconsiderare il proprio ruolo all'interno della comunità e non cedere alla compulsione all'acquisto. Le cose importanti.... non sono cose.

Dopo due edizioni e alle soglie della terza qual è il vostro bilancio? Il pubblico è ricettivo? Qual è la cosa che più vi piace e quella che vi piace di meno dell'organizzare una manifestazione del genere a Cagliari?

Il bilancio è positivo e tuttavia difficile è la via del cambiamento. Parlare di sostenibilità e di ambiente ora è di moda per fortuna e per sfortuna. Grande la tentazione del green washing, ma bisogna tenere duro ci vuole costanza e impegno, Alig'art è una sfida quasi spirituale ormai.
Il pubblico è molto ricettivo, ci dimostra sempre un grande entusiasmo e speriamo che questa energia la mantenga poi nella vita di tutti i giorni per far sì che ci sia ancora una speranza di miglioramento.
Cagliari è la nostra città, preferiamo impegnarci per migliorarla che semplicemente criticarla...



Ci vediamo là allora... Vi lasciamo l'elenco dei laboratori e abbracciamo il team di Sustainable Happiness.
...
Qualcuno con una Renault 5 che mi dia un passaggio?

@velvetuzi


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sabato 1 settembre 2012

"BUMMER IN THE SUMMER" by Alexandra Mascia for Love Retrò

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Shot by Alexandra Mascia ( FB Page Flickr Photovogue )

Styling: Love Retrò, Via Sulis 26, Cagliari (FB Page)

NB Le nostre sodali di Velò Cagliari hanno pubblicato alcune foto della personale di Alexandra che si è tenuta il 27 Agosto da Love Retrò. Un'attentissima (e scicchissima) Barbara Gasperini ha catturato diverse istantanee della serata, le trovate QUI.

@velvetuzi






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venerdì 24 agosto 2012

Cronaca di un editoriale fotografico con filmati di repertorio.



Bummer In The Summer Backstage from Velvetuzi on Vimeo.

Quando è stato chiaro che sarei stata io a essere ritratta nelle foto di Alexandra Mascia per Love Retrò un pò di ansia, non lo nego, mi è venuta.
I motivi sono molteplici, vi accenno solo al banalissimo fatto di essere stata un'adolescente bruttina con amiche carine che in foto veniva tipo Anna Mazzamauro fra modelle di Sport's Illustrated quindi soffro ancora di Sindrome Post Traumatica Da Visione Foto Fine Anno Scolastico (non so cosa fosse che andava storto in me: gli ormoni che funzionavano per rallentare il metabolismo ma inibivano ogni pulsione sessuale? Le camicie di flanella di mio padre che mi ostinavo a indossare? Angel Dust in cuffia che non mi consentiva di conquistare i giovani calciatori sulcitani più appassionati di compilation del Festivalbar? La mia inenarrabile spocchia? Non so, probabilmente tutto.).

Insomma, per farla breve c'è stato un momento in cui si è proprio capito che avrei posato per uno shooting fotografico. Ehi sì, proprio io, quella che tutti i miei parenti avrebbero creduto meglio inserita in uno shooting vero e proprio, tipo impazzire e aprire il fuoco con un mitragliatore a un concerto dei Modà oppure a una presentazione di "Amore, se stessi e altre parole random", il nuovo libro di Fabio Volo.

Mi intimidiva anche la stima per Alexandra e i suoi lavori e per Alice, la Girl Crush Suprema (con tanto di mie proposte di matrimonio, stalkeraggio, dichiarazioni d'amore, incursioni nel suo armadio della medesima).
Tutto questo mi dava dunque un po' da pensare e infatti la prima cosa che ho detto appena arrivata in Via Sulis da Love Retrò è stato: "Ehi, è tutto bellissimo, non sarebbe bellissimo avere una modella vera?".
Alice però conosce la sua polla e non appena mostravo una punta di nervosismo mi sventolava sotto il naso delle Louboutin (stessa funzione dei sali per i facili svenimenti delle signore dell'800) mentre la Mascia ogni tanto rideva ché sa che io so che quando lei ride tutto procede secondo i suoi piani ergo siamo tutti più tranquilli...

A dare man forte all'allegra combriccola una Nostal_chic nell'inedita veste di regista/operatrice del backstage ma anche nella più consueta veste di consulente psicologica e motivatrice indefessa. Non la ringrazierò abbastanza per avermi gridato (sì, gridato) cose come: "Chicca, sei definitiva!", "Sei una Jackie sulcitana!", "No, vabbè, no vabbè, cccciao.", "Che elegante! Ci sono forse le cresime?" ma anche "Ragazze, tutto bene ma ci sono 40° e c'ho ipotensione!".

Il concept di Bummer In The Summer è un po' nel titolo e si è rivelato durante la prima cernita delle foto. Le atmosfere hanno delle venature anni'50 ma filtrate dal gusto della Tolu che vuole il vintage non chiuso su se stesso ma contaminato da ispirazioni più moderne ("Non vogliamo ottenere l'effetto cartolina", diceva durante il fitting. "Tutti gli abiti sono declinabili secondo un gusto contemporaneo, mantengono la loro identità ma non sono costumi e non devono sembrarlo", per poi aggiungere: "E ora vado a prendere un altro vassoio di pizzette se siete d'accordo...").
Al di là del nervosismo è stato poi un onore per me essere ritratta da Alexandra, sia per la conoscenza reciproca che le consentiva di dirmi con molta franchezza che cosa andava e cosa no durante i vari set sia per l'estrema delicatezza e sensibilità degli scatti, caratteristica che conserva in tutti i lavori di cui si occupa.

Insomma, alla fine della fiera tutto ciò che voglio dirvi è che lunedì, da Love Retrò, in Via Sulis 26, ci sarà una personale di Alexandra che si chiama Bummer In The Summer, un editoriale scattato nelle calde giornate di giugno fra sorrisi, vassoi di tramezzini, un Jack Russel impertinente (Il Signor Cane Gastone), giacche di Saint Laurent, Louboutin d'antan, varie ed eventuali.
Ci sarà un piccolo aperitivo alle 19:30 e la musica sarà curata dalla nostra Nostal_chic e sarà presente un collettivo che ci piace moltissimo e che si chiama Velò Cagliari, un bell'ensemble che si occupa di organizzazione di serate carine e promuovere giovani artisti interessanti (come La Fille Bertha e Joy Viola) e con il quale speriamo di collaborare in futuro (QUI l'evento su Facebook).
Insomma, dai! Vi si aspetta Lunedì 27 Agosto in Via Sulis 26: ci sarà un'Alice perfetta padrona di casa, un'Alexandra che mostrerà gli scatti, la Nostal_ che mette dischi e la sottoscritta, priva di ruolo ben definito, che si aggirerà randomicamente come un bombo in un campo di margheritoni.
Al solito insomma.

Vi aspettiamo eh, non fateci il pacco ché poi ci rimaniamo male e io ci metto davvero poco a imbarazzare tutti indossando un turbante d'epoca (sì, Alice li vende), ubriacarmi e andare in giro giurando di essere Gloria Swanson.

@velvetuzi


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martedì 7 agosto 2012

Addio Signora Piaggi. E grazie.

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A volte parlare di moda è una scusa per parlare di cultura a 360° e quando si eleva ad alte vette un argomento che ai superficiali sembra frivolo, quando lo si fa con le gote piene di blush fucsia, un tocco di azzurro, ombrellini vezzosi e proporzioni che gli altri useranno solo fra qualche anno, beh allora si rasenta il sublime.
The SarDorialist saluta oggi una delle sue massime icone, Anna Piaggi.

Velvetuzi e Nostal_chic
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lunedì 21 maggio 2012

SarDoriartisti: C'loi

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In cosa consiste esattamente C'loi?
C'loi per ora è una serie di piccoli accessori in pelle come borsette, portafogli, portachiavi, portatabacco,  cuscini e così via: tutti realizzati interamente a mano.

Raccontaci un pò, come è nato questo progetto?
Ho iniziato a cucire da piccola, forse avevo una decina d'anni, e durante l'estate andavo all'oratorio delle suore che mi insegnavano a fare mille lavoretti tra cui ricamare. Devo dire però che raramente finivo il centrino o il fazzoletto ricamato assegnatomi: mi scocciavo e decidevo di fare altro. Negli anni ho sempre fatto piccole cose solo per me, sono una che ricicla perciò piuttosto che buttare una maglietta ci facevo una borsetta o dalle lunghezze tagliate dei pantaloni ricavavo dei borselli, sempre tutto a mano, non avevo nemmeno la macchina da cucire. Circa tre anni fa i miei me ne hanno regalato una e dopo varie "schifezze " ho realizzato una borsa in ecopelle che è piaciuta parecchio alle persone che mi stavano intorno. Insomma, pian piano ho riscoperto la mia passione per il cucito e ho deciso di tornare a londra e frequentare alcuni corsi brevi con il London College of Fashion di cui uno per la progettazione e la realizzazione di alcuni modelli di borse in pelle (mi sono innamorata di questo materiale). A dicembre scorso ho mollato il lavoro e per tre mesi ho passato le giornate con la macchina da cucire e la pelle creando un po' di accessori che ho poi deciso di pubblicare su Facebok ed Etsy e cosi' è nato C'loi.

Come descriveresti le tue creazioni?
Il primo aggettivo che mi viene in mente è "semplice". Poi cerco di fare cose eleganti e moderne.

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Quali materiali prediligi? Quali colori?
L'unico materiale che utilizzo è la pelle, anche l'interno delle borse, dei borselli e dei portafogli è quasi sempre interamente realizzato in pelle, raramente utilizzo le stoffe. Per quanto concerne i colori fino ad ora ho preferito  i toni caldi: verde, marrone, nero, bordeaux e un po' di beige. Penso che per i prossimi accessori ci sara' del  cavallino ma non so precisamente cosa faro'perchè le mie creazioni vanno molto "a sentimento": mi siedo, prendo in mano la pelle e poi è l'oggetto che mi guida percio' non so nemmeno io che succedera':).

Chi vorresti indossasse le cose che fai?
Bè , cercando di creare oggetti semplici ma eleganti spero di riuscire a far indossare i miei lavori sia dalla ventenne che vuole un tocco di retro' in un accessorio moderno che dalla cinquantenne che sceglie un accessorio sì elegante ma anche contemporaneo. Per gli uomini il discorso non cambia: il mio lavoro è volto a rendere i portafogli maschili adatti sia al ragazzo che, magari, al businessman. Insomma, un approccio "trasversale" è quello con cui vorrei fossero indossate le mie creazioni!

Ritieni che la tua terra abbia influenzato, in qualsiasi modo, il tuo lavoro creativo?
Non penso ci sia un legame diretto, credo pero' che un qualche modo il fatto che io sia cresciuta in Sardegna abbia condizionato la scelta della pelle, materiale usato tradizionalmente per la qualità, dote che noi sardi amiamo (basti pensare alla nostra cucina!) .

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Ci sono artisti sardi che ami particolarmente?
Beh, nel campo della moda non si puo' non nominare Antonio Marras mentre per quanto riguarda musicisti sardi, pur essendo fuori "dalla scena" da piu' di un anno, mi sento di indicare gli amici Hangee V, i Raw Rave Groove e i June e consiglio di vedere i corti di Fabrizio Marrocu soprattutto "Uncle Bubbles". Segnalo inoltre l'associazione S'umbra che io seguo da Londra comprando il loro giornale fuoritema: sono mitici!
Per quanto riguarda i blog non voglio essere di parte ma The SarDorialist e uno dei pochi che seguo con costanza (Ehehe, grande Carlotta! ndr). Non leggo tante riviste (preferisco i libri) ma ogni tanto prendo Vogue Italia e Spagna (per me i migliori).

Ti occupi d'altro oltre che di C'loi? 
Beh, si, faccio la cameriera!

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Ci sono collaborazioni o progetti in programma per il futuro? 
Per il momento nessuna collaborazione ma se qualcuno mi volesse proporre qualcosa sono qui!
Spero che C'loi vada a avanti e cresca: questo è il mio progetto futuro.

Ci sono domande che non ti hanno mai fatto e alle quali avresti voluto rispondere?
No, per fortuna solo domande a cui non avrei voluto rispondere! ;)

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Dove e come possiamo reperire la tua linea di accessori?
Potete trovare i miei lavori principalmente allo Spitafield Market ogni venerdi  a Londra, oppure su etsy , facebook etc... Eccovi un pò di link utili per contattarmi :
Mail: è lilly.top@hotmail.it
C'loi su Facebook
C'loi su Etsy
C'loi su Tumblr
C'loi su Behance

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(Intervista a cura di Nostal_chic)
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